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mercoledì , 18 ottobre 2017
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Stati Uniti. Il film della vergogna fomenta odio nel mondo musulmano

A pochi giorni dal massacro di Bengasi causato dalla proiezione di un film ritenuto blasfemo dalla religione musulmana nell’ambasciata americana, non si arrestano le proteste antiamericane in tutto il mondo arabo. Anche l’Iran ha lanciato un appello alla protesta, e le ambasciate statunitensi sono ancora sotto assedio in Marocco, Yemen, Egitto, India, Tunisia, Bangladesh e Indonesia.

La vicenda del film blasfemo contro Maometto trasmesso nell’ambasciata americana di Bengasi rischia seriamente di scatenare una vera e propria escalation di violenza in tutto il mondo arabo. La Casa Bianca, del resto, ha fatto poco o nulla per stemperare la tensione, anzi l’invio di marines e navi da guerra in Libia ha mostrato ancora una volta l’atteggiamento di stampo coloniale del rapporto degli americani con il mondo arabo.  Monta la rabbia antiamericana, dal Cairo fino a Bangkok, sembra quasi che il mondo arabo grazie al film abbia trovato quell’unità persa da troppo tempo. Oggi è dall’Iran che è stato lanciato un appello a continuare le proteste.  Secondo l’emittente iraniana Press Tv, un Consiglio per il coordinamento dell’attività pubblica islamica in Iran si sarebbe appellato a tutti gli iraniani per invitarli a scendere in strada dopo la preghiera. “Gli iraniani daranno sfogo alla loro furia per gli elementi sionisti dietro l’atto blasfemo e porteranno al mondo il messaggio di pace, amicizia e fraternità del profeta Maometto“, recitava la dichiarazione del Consiglio di coordinamento. Ma anche in India la reazione dell’animo musulmano è stata violenta. Il governo indiano ha chiesto al motore di ricerca Google di oscurare ben 11 siti web dove era possibile visionare il video che ha scatenato le proteste in Libia. Intanto però notizie di ambasciate americane sotto assedio arrivano un pò da tutto il mondo arabo, solo ieri si sono tenute manifestazioni di protesta in Egitto, Yemen, Marocco, Indonesia, Bangladesh Iran, Tunisia. Intanto le autorità americane hanno finalmente individuato il vero autore del film che ha scatenato la comprensibile furia del mondo musulmano. Si tratterebbe di un cristiano copto residente in California, sarebbe lui la figura chiave che si cela dietro la realizzazione del film al centro della rabbia islamica. Per il momento il 55enne Nakoula Basseley Nakoula, individuato come il regista, è stato messo sotto inchiesta, anche se ancora non è chiaro a che titolo. Il timore

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