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sabato , 27 maggio 2017
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Stati Uniti. Il mistero dell’oro della Federal Reserve

Dietro le fantomatiche riserve auree americane della Federal Reserve da tempo circola una leggenda: esistono veramente? Ora è stata effettuata una prima verifica, ma i suoi risultati verranno resi noti solo a fine 2012, e così le teorie complottiste si sprecano.

Link Foto Esiste davvero l’enorme riserva d’oro della Federal Reserve americana? In teoria sì, dovrebbe esistere, più precisamente dovrebbe trovarsi sotto chiave circa cinque piani sottoterra in quel di Manhattan. Secondo la versione ufficiale  il governo degli Stati Uniti conserverebbe miliardi di dollari in oro sotto la fortezza della Fed di New York, un palazzo rinascimentale che svetta per bellezza e imponenza tra i palazzi della Grande Mela. Ma per i teorici della cospirazione la riserva d’oro potrebbe anche non esserci più da anni, magari perchè trafugato oppure perchè speso in operazioni segrete con governi stranieri, magari sostituito con barre di metallo dipinte in modo da sembrare ancora oro. Queste bizzarre teorie del complotto però, come spesso succede, hanno catturato l’attenzione del rappresentate del Texas, Ron Paul, candidato repubblicano sconfitto alle primarie. Ron Paul ha chiesto una verifica indipendente non solo alla Fed di New York e alla Federal Reserve Bank, ma il governo non ha voluto venire incontro alle richieste, alimentando ancora di più la ridda di voci complottiste. Nel 1981, quando Ron Paul lavorava alla Gold Commission, un gruppo del Congresso per monitorare la situazione dell’oro nel sistema finanziario americano, ha sostenuto la necessità di effettuare monitoraggi annuali. Per questo propose una normativa per una revisione esaustiva di tutto l’oro conservato sul suolo americano, il che include anche i metalli preziosi di proprietà dei vari governi stranieri, e non solo di quello americano. “Se l’oro si trova lì e tutto è in ordine, dovrebbero accogliere con favore un controllo“, ha deto Ron Paul al Los Angeles Times. Ora però le cose sembrano finalmente andare in direzione a quanto auspicato da Ron Paul, almeno per quanto riguarda la New York Fed. In sostanza verranno applicati piccoli fori nel 10% delle sbarre d’oro, ovvero circa 350, per assicurarsi della loro purezza. Il controllo effettivamente c’ stato, anche se il Government Accountability Office, il ramo del Congresso che esercita poteri di indagine, ha fatto sapere che renderà noti i risultati dell’indagine solo a fine 2012, mentre la Fed. di New York si è trincerata dietro a un preoccupante “no comment”. L’oro conservato a  Fort Knox, West Point e a Denver era tutto stato controllato in passato , mentre il rimanente 5% delle riserve auree, corrispondente a circa 21 miliardi di dollari, conservato presso la Fed di New York, non era ancora stata mai controllata in modo esaustivo. Il vero timore di Ron Paul però non è tanto che l’oro conservato sia vero o falso il problema, quanto se sia stato o meno utilizzato per finanziare progetti segreti del governo. In molti sospettano che parte delle riserve siano state utilizzate per operazioni segrete o per finanziare prestiti a governi stranieri, ovviamente in gran segreto. Per questo in molti sospettano anche solo dell’esistenza delle riserve auree, ancor più che ormai il dollaro è sin dal 1971 libero di fluttuare, non più ancorato al prezzo dell’oro.

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