Stati Uniti. "Il Re è nudo" a FergusonTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Stati Uniti. “Il Re è nudo” a Ferguson

Ancora proteste negli Stati Uniti dove anche Amnesty International ha preso posizione contro la repressione delle proteste a seguito della morte del giovane Michael Brown ucciso dalla polizia. Gli Usa “esportatori di democrazia” mostrano il loro vero volto al mondo con la repressione in atto a Ferguson. 

Photo Credit (AFP Photo / Getty Images / Scott Olson)

Ricordate le Primavere Arabe? Allora Barack Obama era comparso in Tv accusando i vari dittatori, da Gheddafi ad Assad, di reprimere le legittime proteste del loro popolo. I media inondavano gli schermi di immagini di terribili e violente repressioni, ignorando volutamente che tra i manifestanti vi erano anche estremisti islamici armati che si sono macchiati di crimini e violenze. Allora Obama prese posizione a favore dei diritti umani ergendosi a difensore del diritto di manifestare e arrogandosi il diritto di giudicare gli altri sulla base opinabile di essere seduto dalla “parte giusta della storia” (lo disse sempre Obama in uno dei suoi recenti discorsi). Le immagini di Ferguson, Missouri, ci indicano invece un’altra realtà, una realtà che i media hanno sempre cercato di ignorare ma che, di fronte ai candelotti di lacrimogeni e alle cariche della polizia, non si può più tacere. A Ferguson è andata in scena l’America nascosta sotto il tappeto, quella della polizia che spara a sangue freddo contro un giovane afroamericano, quella della repressione, degli arresti, della guardia nazionale e del coprifuoco. Un’America, quella di Ferguson, dove si sono viste le magliette gialle di Amnesty International, di solito presenti nei teatri di guerra  che nessuno si sarebbe immaginato di vedere lì, nel cuore della “democrazia” a stelle e strisce. Era dai tempi di Rodney King a Los Angeles che non andava in scena una rivolta di questo tipo, con la gente di Ferguson e non solo che non riesce a far finta di niente di fronte all’ennesimo abuso della polizia ai danni di un ragazzo di colore. Gli operatori di Amnesty, attivi ovunque per sanzionare il mancato rispetto dei diritti umani, sono anch’essi a Ferguson, e anche questo la dice lunga sulla notte fonda che è calata sull’America. Il mancato rispetto dei diritti umani è lì in America, più vivo che mai, e lo si riscontra nelle cariche violente con cui la polizia ha deciso di soffocare le proteste di Ferguson tra arresti e lacrimogeni. Una s0rta di doccia fredda per quei ragazzi idealisti cresciuti nel mito degli Stati Uniti che irraggiano i diritti umani in giro per il mondo, salvo poi soprassedere quando i diritti umani vengono vergognosamente violati da essi stessi o dai loro alleati. Steven Hawkins, direttore esecutivo di Amnesty International, ha detto senza mezzi termini: “Noi critichiamo i dittatori perché schiacciano il dissenso e riducono al silenzio chi protesta, con tattiche come il coprifuoco. Certamente lo faremo quando queste cose avvengono nel nostro giardino di casa. La gente di Ferguson ha il diritto di manifestare pacificamente, per la mancanza di responsabilità nell’uccisione di Michael Brown“. Prima d’ora Amnesty non si era mai schierato all’interno degli Stati Uniti, evidentemente ha dovuto constatare che non facendolo avrebbe perso ogni residuo di credibilità rimasta. Nemmeno i giornalisti vengono risparmiati dalla repressione della “democratica” America, basti pensare che dall’inizio delle proteste ne sono stati arrestati 11, e il capo della polizia, Ron Jhonson, li accusa di “glorificare i violenti”. Decine di persone poi sono state arrestate ogni giorno, segno che negli Stati Uniti i diritti di chi protesta non vengono tutelati esattamente come altri paesi che sono stati però accusati dagli Stati Uniti di violare i diritti umani. Così, mentre una comunità intera piange la morte di un 18enne reo forse solo di aver rubato dei sigari e freddato da quella che sembra essere stata una esecuzione in piena regola, si legge che ci vorranno almeno due mesi prima che il Fran Giurì decida di presentare l’accusa per l’assassinio di Michel Brown. Insomma nonostante sia stata provata l’esecuzione di una persona disarmata, non è nemmeno sicuro che l’autore verrà incriminato, alla faccia della democrazia!

GB

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

 

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top