Stati Uniti. La caduta di Obama nelle elezioni di MidtermTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Stati Uniti. La caduta di Obama nelle elezioni di Midterm

Durissimo colpo per Barack Obama nelle elezioni di Midterm, dove i democratici sono stati sonoramente battuti dai repubblicani. Dopo otto anni infatti i repubblicani hanno preso il controllo dell’intero Congresso e hanno strappato ai democrats anche il Senato.

Durissimo colpo per Obama nelle elezioni di Midterm. I repubblicani hanno conquistato tutto il Congresso e hanno strappato ai democrats anche il Senato aprendo così di fatto una nuova era politica negli Stati Uniti e fotografando il fallimento delle politiche di Obama, l’uomo che doveva cambiare per sempre il mondo e gli Stati Uniti e che è stato invece risucchiato in un periodo di guerre globali, crisi economica e riarmo. I due anni che restano a Obama saranno quindi anni molto difficili, anni contrassegnati da una contrapposizione interna incarnata dalla maggioranza parlamentare in mano ai repubblicani. Del resto la vittoria repubblicana era ampiamente pronosticata da tutti i principali analisti ma nessuno aveva immaginato che potesse essere di queste proporzioni. I repubblicani infatti hanno conquistato oltre alla Camera anche ben 52 seggi senatoriali, strappandone almeno sette al partito di Obama: North Carolina, Arkansas, Colorado, Iowa, West Virginia, Montana, South Dakota. E proprio in Montana e S.Dakota sono la sorpresa principale dal momento che tutti pensavano sarebbero rimasti in mano ai democratici. Ora i repubblicani hanno in mano il Congresso e la sensazione è che Obama non abbia più in mano il paese, al punto che la sua impopolarità è ormai in crescita sotto tutti i punti di vista. Obama era stato il presidente del cambiamento, ed è del tutto normale che, avendo disatteso quasi tutte le sue promesse nel 2008 e nel 2012, oggi paghi in termini di consenso. Troppe le promesse fatte e non mantenute, e in un clima da Guerra Fredda 2.0 gli americani non si fidano evidentemente delle sue capacità di leadership. In vista delle presidenziali del 2016 dunque i repubblicani sembrano pronti a riprendersi la Casa Bianca e tutto lascia pensare che nei prossimi due anni Obama alienerà altri consensi alla causa democratica. In ogni caso viste tutte le guerre e le destabilizzazioni messe in atto dai democratici di Obama negli ultimi anni in molti ormai non vedono più alcuna differenza in politica estera tra democratici e repubblicani. Anche la promessa riforma sanitaria di Obama stenta a decollare per diversi motivi e quindi è molto probabile che gli americani, travolti dalle paure della crisi, dell’ebola, dell’Isis, della Russia, si affideranno ai repubblicani nuovamente, il che tradotto significherà ancora politiche neoliberiste e neocon, e quindi ancora crisi e guerre.

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