Stati Uniti. La rabbia della faccia triste dell'AmericaTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Stati Uniti. La rabbia della faccia triste dell’America

Grande manifestazione negli Stati Uniti contro la brutalità della polizia nei confronti della popolazione di colore ma anche per maggiori diritti e per la fine delle discriminazioni razziali. Da New York fino a Washington l’ “altra” America si è fatta sentire mostrando forse il vero volto degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti sono la terra delle grandi opportunità dicono, e forse è così, ma sicuramente è anche una terra delle grandi ingiustizie, una terra dove è ancora un problema non marginale avere la pelle scura. Con il passare dei decenni infatti incredibilmente la situazione della popolazione di colore negli Stati Uniti non è migliorata se non di poco, e ancora oggi essere un ragazzo di colore nelle periferie significa rischiare la propria vita, come è successo ad agosto a Ferguson ma anche in molte altre località da dove è arrivato l’eco di giovani neri uccisi dalla polizia in circostanze poco chiare. Da New York fino a Washington ieri è andata in scena la protesta dell’altra America, quella che difficilmente troverete nelle cartoline patinate o nei film di Hollywood, ma anch’essa una faccia viva, vera degli Stati Uniti. A migliaia sono scesi in piazza e non per modo dire, decine di migliaia di persone in strada per chiedere uguali diritti e una polizia più giusta che non intenda il colore della pelle come una aggravante. E’ stata una grande manifestazione pacifica questa volta con almeno 10.000 persone che sono scese per Pennysilvania Avenue nella capitale americana in marcia in direzione di Capitol Hill. Avevano tutti le mani alzate a simboleggiare i ragazzi neri disarmati che quasi quotidianamente finiscono vittime della polizia americana. Tantissimi i ragazzi con felpe e striscioni con la scritta inequivocabile “I can’t breathe”, ovvero “io non posso respirare”, la frase che avrebbe pronunciato Eric Garner poco prima di morire per mano di un agente. Solo nella Grande Mela i manifestanti erano più di 3000, ma cortei, sit-in e manifestazioni si sono tenute un pò in tutti gli Stati Uniti. La marcia è stata indetta in memoria dei casi più eclatanti di ragazzi e uomini uccisi dalla polizia, partendo da Travyvon Martin fino a Tamir Rice, passando per Eric Garner e per Michael Brown che con la sua morte a Ferguson questo agosto ha dato origine a una nuova stagione di proteste. Insomma il “volto triste dell’America” ci indica che esiste un’altra America, un’America razzista che, come ha detto lo stesso Chomsky, non è quasi per nulla progredita nei rapporti razziali dalla Guerra Civile a oggi.

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