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mercoledì , 20 settembre 2017
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Stati Uniti. La riforma sanitaria di Obama è realtà

la Corte suprema americana ha dichiarato “costituzionale” la riforma sanitaria progettata e voluta da Barack Obama. Negli Stati Uniti esistono più di trenta milioni di persone completamente escluse dal sistema sanitario nazionale, ora grazie alla riforma di Obama, tutti i cittadini potranno avere accesso alle cure mediche. Come prevedibile i repubblicani continuano a essere fortemente contrari e Mitt Romney ha promesso che in caso di vittoria nelle presidenziali abrogherà la legge.

Alla fine la Corte Suprema degli Stati Uniti non ha potuto fare altro che dichiarare costituzionale la riforma sanitaria progettata e fortemente voluta da Obama. Il presidente americano può dirsi quindi soddisfatto, finalmente grazie alla sua proposta e grazie alla sentenza della Corte Suprema, trenta milioni di americani potranno finalmente avere diritto alle cure mediche, ponendo quindi potenzialmente fine a una delle più stridenti contraddizioni degli Stati Uniti. “Oggi non è una vittoria di questa o quella parte politica”, ha esordito Obama commentato lo storico traguardo, “Oggi ha vinto il popolo americano. Trenta milioni di cittadini sprovvisti di assistenza avranno diritto alle cure mediche”, ha aggiunto. “Non potranno più negare l’assicurazione a vostro figlio perchè ha avuto una malattia, come accadeva finora”, ha ribadito, ponendo ancora una volta l’attenzione su uno dei fatti più vergognosi e abietti dell’attuale sistema  sanitario americano, che di fatto eslcude milioni di persone troppo povere per potersi permettere l’assicurazione. Un grande successo quindi quello di Obama, grande e storico soprattutto perchè insperato, ancor pià che alla Casa Bianca negli ultimi giorni iniziavano a temere che la Corte suprema avrebbe bocciato per incostituzionalità la riforma di Obama.  Il presidente americano del resto ci credeva eccome alla riforma sanitaria, al punto che già ai tempi della campagna elettorale per la sua elezione ne aveva fatto la sua bandiera principale, scatenando la rabbia e il rancore dei repubblicani, da sempre contrari a estendere la tutela sanitaria a tutti i cittadini americani. In molti temevano che la Corte suprema potesse bocciare per incostituzionalità il progetto di estendere l’obbligo di avere una polizza assicurativa a tutta la popolazione (nonchè la gratuità per i poveri). Fortunatamente però non è andata così, e il presidente della Corte John Roberts, conservatore della prima ora, questa volta ha preso la decisione di schierarsi affianco dei giudici democratici, che sono riusciti a prevalere così sui loro colleghi conservatori, decisi assertori del concetto del “light State”, secondo cui sarebbe una terribile interferenza dello Stato nelle libertà di scelta del cittadino imporre l’obbligatorietà della copertura sanitaria. Con l’universalità obbligatoria invece, finalmente sarà possibile per il governo tenere d’occhio i prezzi delle polizze, impedendo che le compagnie assicurative lucrino sui più bisognosi alzando i prezzi in modo artificioso. Obama è risucito quindi dove hanno fallito tanti presidenti democratici prima di lui, l’ultimo dei quali è stato Bill Clinton. E intanto i repubblicani hanno deciso anche loro di sfruttare la situazione, con MItt Romney che ha subito promesso l’abrogazione della legge nel caso dovesse venire eletto presidente.

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