Stati Uniti. Lavoratori dei Fast Food in sciopero e pioggia di arrestiTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Stati Uniti. Lavoratori dei Fast Food in sciopero e pioggia di arresti

“Fight for Fifteen”: si tratta dell’urlo di battaglia dei lavoratori dei fast food che hanno deciso di incrociare le braccia negli Stati Uniti per ottenere il salario minimo a 15 dollari l’ora e il diritto alla rappresentanza sindacale. Sulle proteste si è abbattuta la scure della repressione con oltre 400 arresti.

#Fightfor15: si tratta dell’hashtag di lotta e rivendicazione scelto dai lavoratori dei fast food americani che, esasperati da una situazione lavorativa drammatica, hanno preso la storica decisione di indire uno sciopero nazionale che ha coinvolto un centinaio di grandi centri in tutti gli Stati Uniti. I lavoratori sono dunque scesi in sciopero per reclamare l’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora. Si è trattato di una mobilitazione nazionale cui hanno aderito anche migliaia di lavoratori sottopagati tra cui anche molte donne, colf e badanti. Si tratta dell’America invisibile, quella che non troverete nelle cartoline patinate di New York o di Los Angeles, ma è l’America vera quella che quotidianamente ha a che fare con un costo della vita sempre più alto e stipendi non all’altezza. A parole Barack Obama è dalla loro e cerca di portarseli dalla sua parte in vista delle elezioni di midterm a novembre, ma nella realtà la rabbia del proletariato americano sembra più profondo e sembra emergere un nuovo spirito di classe che sicuramente non piacerà alle autorità. Molti dei lavoratori scesi in piazza lavorano per meno di 8 dollari all’ora e ne pretendono 15, la cifra sufficiente non tanto a vivere, ma a sopravvivere in città care come New York. Insomma i lavoratori dei fast food si rendono conto che il sogno americano li ha esclusi dal momento che possono solo lavorare come muli per mirare alla sopravvivenza, e nulla di più. Oltre a un aumento in busta paga, l’altra principale rivendicazione è la possibilità di iscriversi ai sindacati. Una battaglia che sono pronti a combattere anche con la disobbedienza civile. Nessuno lo dice ma nei “democratici” Stati Uniti è ancora un problema iscriversi ai sindacati, di conseguenza i lavoratori sono atomizzati ed è difficile realizzare mobilitazioni di massa. Forse anche per questo le autorità hanno arrestato oltre 400 persone in circa 150 città, con circa una ventina di fermati solo a New York con l’accusa di avere intralciato il traffico. La risposta delle autorità alle rivendicazioni dei lavoratori è quindi sempre la stessa: la repressione.

DC

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