Stati Uniti.Lavoratori dei Fast Food preparano scioperoTribuno del Popolo
sabato , 18 novembre 2017
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Stati Uniti.Lavoratori dei Fast Food preparano sciopero

I lavoratori dei fast food americani sono sul piede di guerra e stanno preparando una grande giornata di sciopero che coinvolgerà oltre duecento città in tutti gli Stati Uniti. I lavoratori chiedono maggiori salari e il diritto di avere una rappresentanza sindacale. 

Nonostante il quadro degli Stati Uniti che emerge dalla narrazione dei nostri media ci presenti uno Stato quasi senza tensioni sociali il quadro reale sembra essere perlomeno più complesso. Oltre alle problematiche derivanti dalle proteste montanti da parte della comunità nera nei confronti della brutalità della polizia infatti ora gli Stati Uniti sono il centro anche della protesta dei lavoratori dei Fast Food che stanno organizzando un grande sciopero generale di un giorno che avrebbe raccolto adesioni in oltre duecento città. I lavoratori infatti richiedono il diritto di avere una rappresentanza sindacale e soprattutto orari più umani e una paga più alta. Le città che ospiteranno le manifestazioni più significative si terranno a Detroit, Los Angeles, New York, Kansas City e St.Luis organizzate dal “Fight for $15 movement“. E infatti allo sciopero parteciperanno oltre ai lavoratori dei fast food anche diversi gruppi di lavoratori che richiedono salari più alti, ad esempio i lavoratori di Walmart, i lavoratori dei servizi sanitari a domicilio e del lavoro con l’infanzia, e molti già parlano di una delle più grandi manifestazioni di americani “ low-wage workers” nella storia degli Stati Uniti. Peraltro allo sciopero sono arrivate adesioni anche dall’estero, come ad esempio in Nuova Zelanda, ma anche in Europa dove sono arrivate adesioni anche in Italia. Alla fine si terranno scioperi e manifestazioni in 35 paesi, anche se il cuore è previsto per il 14 aprile proprio negli Stati Uniti. Qui, stando ai dati riferiti da RT.com, almeno il 52% dei lavoratori dei fast food dipende dall’assistenza pubblica, come peraltro messo in luce da un rapporto dell’  UC Berkeley Labor Center. A oggi il governo di Washington spende ogni anno qualcosa come 150 miliardi di dollari per sponsorizzare programmi di welfare, che aiutano milioni di lavoratori a basso salario ad arrivare a fine mese. Ultimamente molti accusano le corporations di sottopagare i loro dipendenti costringendo così lo Stato a intervenire spendendo una cifra considerata troppo alta. Del resto dal 1979 a oggi lo stipendio mensile dei lavoratori americani sarebbe aumentato solamente del 5%, mentre la recente crisi cominciata nel 2008 sarebbe stata subita negli Usa soprattutto dai lavoratori a basso salario. Le proteste continueranno anche se uno dei colossi come McDonald’s ha recentemente annunciato ai primi di aprile di aver aumentato di un dollaro lo stipendio orario dei suoi lavoratori, anche se ha negato di aver preso tale decisione perchè spaventato dalle proteste. Da segnalare inoltre la presenza alle proteste degli studenti, con oltre 170 università che prenderanno parte alle marce in compagnia dei professori che chiedono a loro volta un aumento del salario. Hanno aderito anche diverse categorie come i lavoratori aeroportuali.

Photo Credit RadioLIVE Newsroom @LIVENewsDesk

Fonti:

http://rt.com/usa/249813-fast-food-protest-us/

http://tvnz.co.nz/business-news/pictures-end-zero-hour-contracts-mcdonald-s-staff-stand-in-solidarity-6287108

http://time.com/3765797/fast-food-workers-professors-home-care-strike/

 

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