Stati Uniti. Le inaccettabili lacrime di ObamaTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Stati Uniti. Le inaccettabili lacrime di Obama

Obama ha pianto parlando del problema della diffusione delle armi da fuoco in Usa, un problema che causa decine di migliaia di morti e che ha definito come “crisi nazionale”. Benissimo, peccato che Obama continui a giudicare il mondo dall’alto di una presunta superiorità morale che viene però messa in ridicolo proprio da problemi come quello delle armi. 

Non appoggerò alcun candidato alle presidenziali che non sostenga una riforma di buon senso sulle armi da fuoco“, parola di Obama che, in lacrime, ha per l’ennesima volta commosso il mondo, o meglio quel mondo che pende dalle labbra di Washington. Ogni anno decine di migliaia di americani muoiono a causa delle armi da fuoco eppure nonostante proclami e promesse la situazione non cambia ormai da anni. Ora Obama ha pubblicato una lettera aperta sul sito del New York Times nel quale ha parlato di una vera e propria epidemia della violenza delle armi definita una “crisi nazionale”.Tutto bene e tutto condivisibile, così come è condivisibile l’appello lanciato dal presidente americano contro l’industria delle armi, chiamata a fare la sua parte dopo che fino a oggi “non risponde assolutamente di quello che fa“. Parole gravissime insomma dato che persino il presidente americano ammette candidamente di non riuscire a controllare l’industria e la lobby delle armi. Il problema però è questo: come mai Obama allora si permette di ergersi a giudice del mondo quando non riesce nemmeno in casa sua a impedire che bambini di otto anni maneggino armi vere? Obama sa che nel resto del mondo questo non accade? Evidentemente ritiene comunque di poter dominare il mondo dall’alto di una superiorità morale che deriva più dal potere economico che da altro, ancor più che ormai tramite documentari e internet tutto il mondo ha potuto constatare con i propri occhi come sia facile uccidere e venire uccisi negli Stati Uniti, dove basta un equivoco o un movimento troppo brusco per rischiare di venire freddati dalla polizia durante un semplice controllo di routine. Fa dunque benissimo Obama a scagliarsi contro la lobby delle armi ma dovrebbe anche fare il passo successivo e capire che lui è il presidente di quel paese controllato dalla lobby delle armi, di conseguenze le sue lacrime sono sembrate a molti ipocrite e inaccettabili perchè per il mondo gli Usa sono anche e soprattutto quel paese dove trentamila persone all’anno muoiono per colpi di armi da fuoco e dove una percentuale enorme di persone ha a che fare in qualche modo con il sistema giudiziario e non quello patinato dei telefilm e del self made man.

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