Stati Uniti. L'Isis? Un alleato contro AssadTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
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Stati Uniti. L’Isis? Un alleato contro Assad

Secondo un documento del Pentagono declassificato di recente e pubblicato da “Judicial Watch“, la Casa Bianca già nel 2012 avrebbe predetto la nascita dell’Isis, considerandolo però più che una minaccia una “opportunità strategica” per destituire Assad in Siria.

Negli Stati Uniti il Pentagono avrebbe saputo della possibilità dell’emergere dell’Isis come una minaccia sin dall’agosto del 2012. Allora però l’obiettivo primario della Casa Bianca era quello di sconfiggere Assad e far cadere il suo governo a Damasco, di conseguenza anche se un documento recentemente declassificato dimostra che gli analisti ne fossero già a conoscenza, gli Usa pensarono all’Isis come un potenziale alleato indiretto contro la Siria. Lo ha detto il sito Judicial Watch che ha parlato di documenti risalenti al 2012 nei quali veniva predetta la nascita dello Stato Islamico in Siria e in Iraq. Secondo tale documento insomma, gli americani erano perfettamente a conoscenza che l’opposizione ad Assad in Siria fosse oramai già sotto la guida di Al Qaeda e altri gruppi estremistici jihadisti. Anche in Iraq l’affermarsi di gruppi jihadisti era ampiamente prevedibile, e infatti gli analisti americani l’avevano predetta al punto che nel documento si parlava apertamente della possibilità della nascita di uno Stato Islamico dovuta all’unirsi tra di loro di diversi gruppi terroristici a cavallo tra Siria e Iraq. Insomma questo starebbe a significare che l’Occidente si sarebbe alleato deliberatamente con i gruppi islamici sunniti al fine di rovesciare il grande nemico, Bashar al-Assad, che con la sua Siria si era da sempre opposto al gasdotto che dovrebbe portare il gas dal Qatar fino in Europa. Chiaramente se questo gasdotto venisse realizzato significherebbe un clamoroso schiaffo in faccia alla Russia, che verrebbe quindi scalzata come fornitore dominante per l’Europa. Ben si capisce vista la posta in gioco dunque come mai Mosca abbia difeso Damasco proteggendola da un intervento aereo da parte della Nato che sarebbe stato devastante per la tenuta del governo siriano. Insomma la nascita di un Califfato islamico veniva visto dalla Casa Bianca come una delle possibilità sul tavolo, e al posto che spaventarsi tendeva ad approcciarsi a questa eventualità come a una “opportunità strategica” per indebolire la Siria. “L’Occidente, i Paesi del Golfo e la Turchia sostengono l’opposizione siriana (…) E’ possibile stabilire un principato salafita dichiarato e no nella Siria orientale, e questo è esattamente ciò che le forze che sostengono l’opposizione vogliono per isolare il regime siriano“, dice il documento citato in Italia anche da Lantidiplomatico.it. Insomma oggi Obama e soci combattono lo Stato Islamico, eppure tre anni fa la nascita del Califfato veniva vista come una possibilità per isolare Assad e bloccare l’Iran

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