Stati Uniti. Miliardario shock: "Ricchi trattati come gli ebrei"Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Stati Uniti. Miliardario shock: “Ricchi trattati come gli ebrei”

Arriva da San Francisco l’ultima provocazione ai tempi del turbocapitalismo e della crisi economica. Il miliardario Tom Perkins, come riportato dal Wall Street Journal, ha paragonato il presunto accanimento negli Stati Uniti contro l’1% di miliardari alle persecuzioni sofferte dagli ebrei da parte dei nazisti. 

Si può paragonare le critiche che colpiscono i miliardari americani a quelle che subivano gli ebrei nella Germania del Terzo Reich? Sembra uno scherzo di cattivo gusto, e forse in fin dei conti lo è, invece è realtà. Tom Perkins, miliardario di 66 anni della Silicon Valley, ha le idee chiare e sembra non digerire il clima di presunta ostilità che, con la crisi economica, si è diffuso in America nei confronti dei multimiliardari, guardacaso quelli che negli ultimi cinque anni hanno visto aumentare il proprio conto in banca a differenza del restante 99% di cittadini. Il quotidiano The Telegraph ha riportato la provocazione raccontando che Perkins aveva scritto una lettera al Wall Street Hournal in cui paragonava appunto il movimento di Occupy alla  Kristallnacht (la Notte dei Cristalli), la terribile notte del 9-10 novembre del 1938, in cui vennero distrutti e bruciati centinaia di negozi gestiti da ebrei. Una follia appunto. Il titolo dell’articolo scritto da Perkins si chiamava Progressive Kristallnacht Coming?” ed era un  vero e proprio contenitore di deliri: Sto scrivendo da San Francisco, l’epicentro del pensiero progressista, e mi piacerebbe volgere l’attenzione sulla somiglianza venutasi a creare tra la battaglia del regime nazista tedesco contro “quell’uno per cento”, chiamato Ebrei, con la guerra progressista degli americani contro “quell’1%” dei ricchi. Percepisco una crescente ondata di odio contro quell’1% e la situazione che si sta creando è molto pericolosa“. Insomma una affermazione da incubo quella di Perkins, anche se per fortuna in molti hanno preso le distanze dalla sua provocazione soprattutto su internet e sui social network.

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