Stati Uniti. Nessuna giustizia e nessun colpevole per la morte di Mike Brown a FergusonTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Stati Uniti. Nessuna giustizia e nessun colpevole per la morte di Mike Brown a Ferguson

Alla fine si è concluso senza nessun colpevole e nessuna incriminazione l’inchiesta sulla morte di Mike Brown, il ragazzo freddato dalla polizia il 9 agosto dopo aver rubato un pacchetto di sigari. Alla notizia dell’assoluzione per legittima difesa dell’agente sono scoppiati scontri pesantissimi a Ferguson e non solo, anche a St.Louis, Los Angeles, New York e Oakland. 

Nessun colpevole per la morte di Mike Brown, questo il verdetto della giustizia a stelle e strisce che ha scatenato la comprensibile rabbia dell’America, impotente di fronte a un verdetto che ha scatenato proteste e scontri anche duri in tutti gli Stati Uniti. Difficile se non impossibile riuscire a rimanere calmi di fronte all’assoluzione dell’agente che lo scorso 9 agosto crivellò di proiettili Mike Brown, reo di aver rubato una scatola di sigari. Il poliziotto che sparò, Darren Wilson, è stato assolto dal Gran Jury in quanto avrebbe sparato per legittima difesa.Inevitabile a quel punto la rabbia della gente che è scesa in piazza a Ferguson ma anche altrove, scatenando scontri con la polizia. Barack Obama ha cercato di invitare alla calma e di invitare all’accettazione della decisione della giustizia, ma il suo appello è caduto nel vuoto. Proprio nei giorni scorsi un giovane 12enne a Cleveland è stato freddato dalla polizia mentre giocava con una pistola giocattolo, l’ennesimo caso di abuso della polizia  in un Paese dove esiste sostanzialmente un problema di sicurezza. Alla fine il bilancio degli scontri parla di un poliziotto rimasto ferito da un colpo di pistola a University City, vicino a St.Luis, ma si sono registrati scontri anche a Los Angeles, Philadelphia e Oakland e New York.  La decisione del Grand Jury, ovvero una giuria civile composta da 12 cittadini, 9 bianchi e 3 neri, alla fine ha ascoltato testimoni e osservato le prove e alla fine ha deciso di non incriminare il poliziotto. In molti lo sapevano già prima che l’epilogo sarebbe stato questo solo che trattenere la rabbia per la comunità di Ferguson è stato impossibile. Secondo il Gran Jury Darren Wilson avrebbe sparato per legittima difesa ma Brown era disarmato al momento degli spari. Secondo la ricostruzione del Gran Jury Brown avrebbe aggredito Wilson nella sua macchina cercando di portargli via la pistola, e solo a quel punto Wilson avrebbe sparato il primo colpo. Dopo lo sparo Brown era scappato e il poliziotto lo aveva inseguito in strada; a quel punto Brown sarebbe tornato indietro e lo avrebbe caricato, costringendolo a sparare. I difensori di Brown sostenevano invece il contrario, ovvero che fosse stato il poliziotto ad aggredire il ragazzo sparando ben 12 colpi. Obama si è subito affrettato a stemperare la tensione parlando in diretta al Paese: “Gli Stati Uniti sono basati sulla legge, e dobbiamo accettare che il Grand Jury aveva il diritto di emettere questo verdetto. Alcuni lo condividono, altri no, fino al punto di provare rabbia. E’ comprensibile, ma la risposta deve essere pacifica”. Impossibile per lui però negare che non si tratti di un problema nazionale: “In molte comunità esiste una diffidenza profonda tra le forze dell’ordine e la popolazione di colore. Si tratta di una questione che dobbiamo affrontare, ma la maniera giusta per risolverla non è lanciare pietre, distruggere auto, o fare male a qualcuno“. Gli appelli però sono caduti nel vuoto e la protesta è divampata quasi subito a Ferguson, proprio come ad agosto. “Nessuna Giustizia, Nessuna Pace” era lo slogan dei manifestanti, e alcuni di loro hanno assalito le auto della polizia sfondando i vetri e saccheggiando i negozi limitrofi. Qualcuno ha udito distintamente anche il rumore di colpi di arma da fuoco nell’aria e poco dopo la polizia ha sparato i lacrimogeni per cercare di disperdere la folla. Insomma, il volto oscuro dell’America, quello di ragazzi disarmati, quasi sempre di colore, che ciclicamente finiscono uccisi dalla polizia. Di solito queste rivolte rapide e furiose si esauriscono dopo gli arresti e la repressione della polizia, ma questa volta a Ferguson con l’assoluzione per mancanza di prove di Wilson in molti credono che siano poste le basi per proteste più ampie e radicali in un Paese, gli Stati Uniti, dove il razzismo nei confronti delle persone di colore è ancora connaturato e radicato nella cultura americana.

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