Stati Uniti. Non si arresta la rivolta di FergusonTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Stati Uniti. Non si arresta la rivolta di Ferguson

Tanta la rabbia a Ferguson, nel Missouri, dove un giovane di colore è stato ucciso a sangue freddo da un agente di polizia sabato scorso mentre si recava a casa della nonna. Da allora è esploso il risentimento della comunità nera, portando la memoria ai momenti più cupi degli Stati Uniti.

Quanti idealizzano a modello di “democrazia” il funzionamento degli Stati Uniti forse dovrebbero approfondire maggiormente quella che è la situazione del Paese reale. Lontano dai grattacieli, dalle macchine alla moda e dal business infatti c’è un’altra America, quella del degrado, del razzismo, della rabbia, un’America che forse non fa comodo raccontare ma che esiste, e a volte ritorna. Questa volta la città della rabbia è Ferguson, centro del Missouri dove sono esplosi violenti scontri per la quinta notte consecutiva a causa dell’assassinio brutale di sabato scorso di Michael Brown, giovane di colore freddato da un poliziotto mentre rincasava dalla nonna. Inutile dire che la popolazione ha preso male, molto male, l’ennesimo assassinio di un giovane di colore per giunta innocente e ha deciso di vendere cara la pelle occupando un distributore di benzina e realizzando diverse barricate. La polizia in assetto antisommossa ha marciato verso i manifestanti e ci sono stati violenti scontri e arresti. Secondo la Cnn la polizia avrebbe annunciato di non considerare più le manifestazioni pacifiche poco prima di lanciare i lacrimogeni contro la folla. Ma ormai è troppo tardi per placare la rabbia dei cittadini che hanno occupato lo spazio di fronte alla centrale di polizia di Ferguson per chiedere giustizia. Incredibilmente la polizia continua a non rivelare il nome dl poliziotto che ha ucciso Michael Brown, e ovviamente per questo la polizia viene accusata di voler proteggere un collega. Ma il vento della repressione negli Usa spira fortissimo e colpisce anche la stampa, lo sanno bene Wesley Lowery, del Washington Post, e Ryan Reilly, dell’Huffington Post, arrestati mentre facevano dei servizi sulle proteste. Lowery ha riferito di essere stato letteralmente aggredito e spinto contro il distributore dell’acqua perchè confuso su quale uscita utilizzare, ma poi i due sono stati rilasciati poco dopo. Insomma, gli Stati Uniti sembrano avere molti problemi di democrazia interni, forse dovrebbero prima risolvere quelli e poi giudicare gli altri Paesi. Ma del resto, questa è la DEMOCRAZIA, baby

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