Stati Uniti. Obama e Romney, due facce della stessa medaglia, almeno in politica estera | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Stati Uniti. Obama e Romney, due facce della stessa medaglia, almeno in politica estera

Si avvicina l’ora X per gli Stati Uniti che a novembre dovranno decidere tra Obama e Romney. In molti però iniziano a vedere che tra i due, almeno per quanto riguarda la politica estera, le differenze quando ci sono, sono minime. 

Ci siamo. I dibattiti presidenziali entrano ormai nel vivo e Obama e Romney sono ormai quasi pronti a contendersi un posto alla Casa Bianca. A uno sguardo superficiale le differenze tra i due sembrano essere profonde, ma se si guarda più da vicino ci si accorge che esistono anche significative somiglianze, almeno se si guarda da fuori. Per esempio entrambi i candidati hanno parlato del ruolo che dovranno rivestire gli Stati Uniti nel prossimo futuro, il ruolo di guida militare del mondo che dovrà difendere gli americani dalle “minacce” provenienti dall’esterno. Nell’ultimo dibattito si è parlato a lungo proprio di politica estera, con la discussione dominata dalla questione del Medio Oriente e del rapporto con la Cina. Obama ha preso in giro Romney che ha parlato della minaccia rappresentata dalla Russia, ricordandogli che la Guerra Fredda ormai è finita; ma è davvero così? La lotta sui diritti civili scatenata dalla Casa Bianca contro Mosca, vedi Pussy Riot e presunti brogli alle elezioni, non è forse una prosecuzione della Guerra Fredda su altri binari?

Nonostante queste apparenti differenze tra i due, tuttavia, entrambi i candidati vedono gli Stati Uniti come il perno del futuro equilibrio geopolitico mondiale. Entrambi hanno promesso di perseguire gli interessi degli Stati Uniti e di espandere la democrazia, e nessuno dei due ha visto nessuna contraddizione tra il perseguire la moralità e il giusto e il perseguire gli interessi degli Stati Uniti. In questo Romney e Obama hanno dimostrato ancora una volta di essere due facce della stessa medaglia. Entrambi i candidati erano perfettamente d’accordo sul Pakistan, con l’uso dei droni che sta mietendo centinaia di vittime in tutta l’Asia, entrambi si sono detti sulla stessa lunghezza d’onda sulla politica da adottare con l’Iran, ed entrambi vogliono perseguire buone relazioni con Israele. Dulcis in fundo ogni candidato ha enfatizzato il bisogno di cooperare e guidare le altri nazioni. Ma le somiglianze si spingono ben oltre: sia Obama che Romney sostengono che la politica estera americana debba essere quella di “rendere i paesi musulmani in grado di rifiutare l’estremismo“, e soprattutto di far leva sui diritti delle donne per giustificare le ingerenze americane nel Medio Oriente.  Inutile dire che nella realtà Obama sta foraggiando a piene mani Al Qaeda e altri estremisti in Siria, dove il nemico di turno è il governo laico di Assad.

Insomma entrambi i presidenti non mettono in alcun modo in discussione il ruolo predominante degli Stati Uniti nel mondo, e si rasenta persino il grottesco quando Obama ha parlato della presenza militare americana in Asia, dicendo che manda un chiaro segnale che gli Stati Uniti sono una potenza pacifica. Insomma nessuno dei due ha anche solo lambito il problema principale, ovvero che si potrebbero reperire miliardi di dollari tagliando la spesa militare, cosa che nessuno dei due candidati intende fare. Insomma, Romney o Obama, per le industrie militari americane sarà comunque festa..

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