Stati Uniti. Ora Russia e Cina sono ufficialmente minacce per la sicurezzaTribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
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Stati Uniti. Ora Russia e Cina sono ufficialmente minacce per la sicurezza

Il Pentagono ha reso nota la sua nuova strategia globale di difesa che individua in Mosca e Pechino le due minacce principali per la sicurezza degli interessi degli Stati Uniti . Il generale americano Martin Dempsey ha parlato apertamente di “crescente” probabilità di una guerra con conseguenze “immense”. Altro che Isis, a Washington sembrano più preoccupati dell’asse Russia-Cina. 

Sono passati ormai quasi quattro anni dal celebre “Libro Bianco” nel quale il Pentagono spiegava obiettivi a corto e breve termine di carattere militare. Oggi il mondo appare quantomai infiammato e destabilizzato e le grandi potenze devono sapersi adattare velocemente ai cambiamenti repentini in atto, soprattutto se in qualche modo hanno avuto interesse a determinarli. E non a caso nel mondo odierno il grande nemico degli Stati Uniti e dei loro interessi sono Cina e Russia, al punto che il Pentagono ha pubblicato un rapporto nel quale si parla apertamente di una crescente possibilità di un conflitto su scala globale che avrebbe, logicamente, conseguenze immense. Lo ha ammesso lo stesso generale americano Martin Dempsey, che scopre a sua volta l’acqua calda dal momento che le manovre della Casa Bianca volte a limitare la Russia in Ucraina e in Europa dell’Est sono sotto gli occhi di tutti.

Il vero problema per Washington sembra essere in realtà la consapevolezza di avere un vantaggio militare che si fa di volta in volta sempre più sottile nei confronti di Mosca e Pechino, questo chiaramente ha fatto piombare il governo americano nel nervosismo:  ”Quando si applicano a sistemi militari, questa diffusione di tecnologia va a sfidare il vantaggio competitivo a lungo detenuto dagli Usa in settori come l’allarme rapido e i bombardamenti di precisione“. Insomma, la Russia assieme alla Cina, alla Corea del Nord e all’Iran, si trova ancora nella lista dei Paesi che pongono “gravi preoccupazioni di sicurezza” all’America e alla Nato. Visto e considerato che nel rapporto del 2011 la Russia vi era a malapena nominata, ecco che è facile comprendere come a spaventare il Pentagono sia proprio Mosca, e in questo senso forse bisognerebbe leggere l’atteggiamento degli Usa nei confronti di un paese come l’Ucraina. L’altro fronte della destabilizzazione e fonte di preoccupazione per Washington non è il Medio Oriente come si potrebbe ingenuamente pensare bensì la zona dell’Asia-Pacifico, dove la Cina sta creando diversi grattacapi. In particolare la costruzione di isole artificiali decisa da Pechino nelle isole contese del Mar Cinese Meridionale ha riacceso la tensione nella zona, riaccendendo le preoccupazioni degli Usa circa la possibilità di perdere in prospettiva il ruolo di “egemonia” nella regione.

Insomma a Washington sembrano temere più Mosca e Pechino piuttosto che lo Stato Islamico, che il rapporto spiega impegnerà l’Occidente in una “lunga guerra”. Come a dire che il Pentagono è ben pronto a mobilitare uomini e risorse per far fronte a più o meno immaginarie minacce all’egemonia globale piuttosto che a impegnarsi seriamente a fermare i tagliagole del Califfo.

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