Stati Uniti. Padre crea regno per la figlia in AfricaTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Stati Uniti. Padre crea regno per la figlia in Africa

Si chiama Emily la bambina di sette anni che vuole fare la principessa cui il padre, Jeremiah Heaton, ha deciso di “regalare” un regno in Africa. Purtroppo non è uno scherzo bensì l’ennesima prova di quanto si sia spinto in là il degrado della società occidentale. 

Sembra quasi uno scherzo grottesco, e invece non lo è. Pensavamo di averne viste tante, eppure la storia che vi stiamo raccontando non avremmo mai pensato potesse accadere veramente. Si tratta della storia di Emily, una bimba americana di sette anni,  una bimba che ovviamente vista la sua giovane età come tante altre bambine sogna di diventare, un giorno, una principessa. Quello che è insolito è che suo padre, Jeremiah Heaton, ha deciso di realizzare alla lettera il suo desiderio e le ha allestito, letteralmente, un regno in terra africana. Purtroppo non stiamo scherzando, Heaton ha piantato una bandiera raffigurante il regno della figlia in una terra africana non rivendicata da nessuno, una striscia di deserto tra Egitto e Sudan circondata dai beduini e priva di abitanti. Si tratta dell’area di Bir Tawil che si estende per circa 2000 km quadrati ed è diventata letteralmente una terra di nessuno a causa di una disputa tra Il Cairo e Khartoum. Così Heaton il 16 giugno scorso al settimo compleanno della figlia ha pensato bene di recarsi sul posto, piantando la bandiera e chiamando il nuovo Stato “Regno del Nord Sudan”. Una volta ritornato negli Usa il padre ha conferito alla piccola Emily il titolo di principessa del “Regno del Nord Sudan”, e ora cerca persino il riconoscimento internazionale. A noi più che la dimostrazione dell’amore del padre nei confronti della figlia la vicenda sembra uno specchio del degrado irreversibile della società occidentale e americana insieme. E’ la dimostrazione della mentalità imperialistica degli americani che si ritengono talmente i dominatori del mondo da permettersi persino di “giocare” con territori per cui in Africa spesso e volentieri sono state sacrificate migliaia di vite umane. Una sorta di manifestazione della mentalità colonialista e imperialistica mai sopita con un padre che pur di realizzare i desideri di una bambina non si fa scrupoli di “scegliere” nel Terzo Mondo un pezzo di terra a buon mercato. Forse vi sembreremo troppo bacchettoni ma per noi non si può scherzare con cose importanti come la costruzione di uno Stato, ancor più che un uomo americano si sente autorizzato a scegliersi un regno per la figlia in un continente che con lui non ha nulla a che vedere. L’ennesima prova di quanto gli americani si considerino i capi incontrastati del mondo.

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