Stati Uniti pronti alla cyber guerraTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Stati Uniti pronti alla cyber guerra

Entrano nel vivo negli Stati Uniti i progetti di “Cyber War” dopo che Obama ha ordinato ai dirigenti della Sicurezza Nazionale di redigere una lista di possibili bersagli di cyber attacchi all’estero.

Gli Stati Uniti non sono rimasti certo a guardare negli ultimi anni per quando riguarda le guerre digitali, ovvero il cercare di annientare il proprio avversario anche utilizzando internet. Il presidente Barack Obama, nell’occhio del ciclone per aver concesso di spiare letteralmente le discussioni di cento milioni di americani, lo scorso ottobre a questo riguardo ha ordinato ai dirigenti della Sicurezza Nazionale di redigere una lista di possibili bersagli di cyber attacchi all’estero. Lo spiega una direttiva presidenziale segreta ottenuta dal Guardian, diciotto pagine nelle quali si spiega che ciò che viene definito come “Cyber Effects Operations ” sarebbe in grado di offrire “capacità non convenzionali e uniche di far avanzare gli obiettivi nazionali Usa nel mondo”. Già perchè che ci siano i democratici o i repubblicani nella Casa Bianca il progetto finale non cambia: salvaguardare o ampliare l’egemonia degli Stati Uniti ovunque possibile, dalle Americhe fino all’Asia. Il documento contiene anche una serie di indicazioni sulle cautele da attuare in caso di attacco informatico contro obiettivi stranieri. Questi, specifica Oceo, devono avvenire comunque in conformità del diritto internazionale ed americano e qualsiasi operazione “che potrebbe ragionevolmente portare a conseguenze significative richiede una specifica approvazione presidenziale“. Per questo ai servizi segreti viene chiesto di valutare con attenzione le possibili conseguenze di ogni cyber attacco: eventuali rappresaglie, impatti sulla sicurezza della rete, bilancio rischi-benefici e possibile spinta all’attuazione su scala internazionale di nuove regole sgradite agli Stati Uniti.  Insomma una vera e propria lista di cyber azioni all’estero, ma anche in territorio nazionale. Insomma l’amministrazione Obama rilancia la volontà di gestire a proprio piacimento quello che succede nel mondo, approntando una serie di azioni da mettere in atto per sabotare anche dal punto di vista informatico i paesi “sgraditi”.

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