Stati Uniti. Si allarga a macchia d'olio la protesta contro la poliziaTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Stati Uniti. Si allarga a macchia d’olio la protesta contro la polizia

Mentre a Baltimora è arrivata la Guardia Nazionale ed è stato istituito il coprifuoco, le proteste della comunità nera e non solo contro l’operato della polizia si allargano a macchia d’olio raggiungendo anche New York, Atlanta e altre città americane. La sensazione è che questa volta difficilmente si potrà tornare alla normalità e fare finta che niente sia successo mentre intanto fioccano gli arresti. 

La rivolta di Baltimora non si arresta e anzi, le proteste sembrano allargarsi anche ad altre città degli Stati Uniti facendo così esplodere il problema anche a livello nazionale. Dopo la morte di Freddie Grey, ragazzo afroamericano morto in circostanze ancora non chiarite, la comunità afroamericana ha deciso di dare battaglia e di scendere in piazza a oltranza, sfidando le autorità. Rispetto a quanto era successo a Ferguson nell’agosto 2014 a causa della morte di Michael Brown si è assistito a un “salto di qualità” delle proteste, con sempre più manifestanti in strada e soprattutto con una maggiore consapevolezza del perchè si protesta. Le autorità si sono spaventate, e infatti a Baltimora da qualche ora è arrivata la Guardia Nazionale che ha anche decretato il coprifuoco dalle 22 alle 5, ma i manifestanti sembrano determinati a sfidare le autorità a oltranza, e anzi manifestazioni e sit-in cominciano a tenersi anche in altre città come New York e Atlanta per solidarizzare con la comunità di Baltimora. Nel corso della giornata di ieri la polizia ha effettuato almeno 15 arresti nel corso delle manifestazioni, anche se la situazione è andata leggermente migliorando con l’arrivo della sera dopo la battaglia di lunedì notte. A preoccupare il governo americano però è la forza attrattiva di queste proteste che affascinano i giovani afroamericani e non solo, stanchi di subire quella che viene definita senza mezzi termini l’oppressione della polizia, accusata di essere violenta e razzista. A New York una grande folla ha sfilato nel cuore di Manhattan contro la violenza della polizia, e gli agenti di sicurezza hanno subito effettuato diversi arresti per tentare di tenere la situazione sotto controllo, ma senza successo. I media locali hanno parlato di almeno un centinaio di arresti nella zona di Union Square, dove si sarebbero radunate ben più di mille persone, ma cortei hanno animato anche la Fifth Avenue, costringendo le autorità ad affrontare di petto la situazione. La polizia ha effettuato altri arresti anche a Times Square dove il corteo è arrivato paralizzando il centro di New York e portando alla chiusura dell’Holland Tunnel. Ma le proteste sono già arrivate anche ad Atlanta, Washington, Detroit, Chicago e ovviamente ancora una volta Ferguson, diventata la città simbolo della lotta degli afroamericani. E di fronte a queste proteste in molti, spaventati, nei talk shows in Tv hanno cominciato a parlare preoccupati di “crisi nazionale”, evocando magari gli spettri della rivolta di Los Angeles del 1992, anch’essa cominciata dopo un pestaggio di un uomo di colore per mano di alcuni agenti bianchi. Anche a Denver si sono verificati scontri e proteste con la polizia che ha utilizzato spray urticanti per disperdere la folla, ma la sensazione diffusa è che sia “saltato un tappo” e che la popolazione afroamericana, esasperata, abbia deciso di lottare per far valere le proprie ragioni. Anche le parole di Obama, che ha preso le distanze dalle violenze, non sono affatto servite a calmare la piazza, anzi, la protesta è arrivata fin sotto la Casa Bianca, a Washington. Almeno mille manifestanti infatti hanno realizzato un corteo pacifico nel centro della capitale americana arrivando fin sotto le finestre della residenza di Obama. Intanto mentre la rabbia monta, il Washington Post ha fatto sapere che sarebbe uscito fuori un nuovo testimone dei momenti di poco precedenti la morte di Freddy Grey, il giovane trovato morto per lesioni alla spina dorsale in un furgone della polizia di #Baltimora. Secondo il testimone Grey avrebbe cercato di ferirsi da solo sbattendo contro le pareti del furgone entro cui era stato rinchiuso, ma tale ricostruzione rischia solo di esacerbare ulteriormente gli animi di una comunità stanca di contare ogni anno i lutti per via dell’atteggiamento violento da parte delle forze dell’ordine, un atteggiamento che a dispetto delle proteste e degli scandali non è mai mutato nel corso del tempo.

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