Stati Uniti. Spari sulla polizia a Dallas dopo marcia per gli afroamericani uccisiTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Stati Uniti. Spari sulla polizia a Dallas dopo marcia per gli afroamericani uccisi

A Dallas nel corso della manifestazione indetta contro le violenze delle forze dell’ordine che hanno ucciso due afroamericani negli ultimi giorni alcuni uomini hanno sparato sugli agenti uccidendone cinque. E  ora, mentre gli Usa piombano nel terrore della guerra razziale, pensate come i media avrebbero diffuso la notizia se avesse riguardato un altro paese come la Russia. 

Prima l’ennesima uccisione di di due afroamericani da parte della polizia, ennesimi morti di una guerra non dichiarata contro gli afroamericani da troppi anni, poi cecchini che hanno sparato sugli agenti di polizia a Dallas nella manifestazione contro la brutalità della polizia. E’ uno spaccato di quanto successo nelle ultime ore negli Stati Uniti che ora rischiano di piombare nel caos proprio a ridosso delle elezioni presidenziali. Obama aveva detto poco prima che l’uccisione di afroamericani da parte della polizia non è un caso isolato, affermazioni molto gravi che parlano di una spaccatura all’interno del Paese che ora potrebbe approfondirsi facendo esplodere quelle contraddizioni che in troppi quando si parla di America fanno finta di non vedere. Provate un attimo a pensare ora se i fatti andati in scena a Dallas fossero accaduti a Mosca o a San Pietroburgo, e immaginate in che modo i media avrebbero trattato la vicenda. Innanzitutto l’assassinio di due neri da parte della polizia sarebbe stato messo in primo piano e diversi governi avrebbero cominciato ad accusare il governo russo, poi di fronte a fatti analoghi a quelli di Dallas i media avrebbero lasciato intuire che si trattasse dopotutto di una “giusta rivolta”contro le brutalità del regime. E beninteso è esattamente quanto successe a Kiev quando i giornali non si fecero spaventare dalla morte di diversi poliziotti, avevano deciso che la rivolta del Maidan era la rivolta della democrazia contro l’oppressione e quindi… Tutto questo per mostrare come sia il doppiopesismo a dominare ormai lo scenario internazionale, del resto si potrebbe parlare degli Stati Uniti anche come di un governo oppressivo e di polizia dove essere poveri e di colore significa aumentare esponenzialmente la possibilità di venire freddati dalla polizia durante un semplice controllo stradale e dove milioni di persone vivono ancora sotto la soglia della povertà. E invece no, gli Usa sono i buoni, sono la terra delle opportunità, e “dettagli” come le pallottole della polizia sugli afroamericani non possono certo cambiare il giudizio. Dopotutto sono ormai diversi anni che si parla delle violenze della polizia contro gli afroamericani e le cose non sono migliorate, sono peggiorate. Così gli Usa rischiano di ripiombare seriamente nella guerra razziale, e la sensazione è che ormai sia troppo tardi per evitare quello che somiglia sempre di più a un piano inclinato dato che la società americana non è quella cartolina patinata del benessere che i vari Rondolino e Severgnini vorrebbero farci credere ma una società di enormi ingiustizie dove vivono milioni di poveri ed emarginati privi di assistenza statale e con libero accesso ad armi da guerra.

Tribuno del Popolo

 

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