Stati Uniti. Stampa irachena accusa: testate nucleari in Turchia | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Stati Uniti. Stampa irachena accusa: testate nucleari in Turchia

Secondo la stampa irachena gli Stati Uniti avrebbero almeno 70 testate atomiche B61 nella base militare di Incirlik, nel sud della Turchia.

Pesanti accuse agli Stati Uniti sono state lanciate dall’agenzia di stampa irachena Nakhe, che cita fonti turche secondo le quali “Washington si riserva il diritto di utilizzarle, se necessario”. Il dispiegamento delle B61 risponde “agli interessi USA nella regione”. Si tratterebbe di almeno settanta testate atomiche B61 nella base militare di Incirlik, nella provincia di Adana, nel sud della Turchia. Secondo Nakhe l’aviazione turca sarebbe perfettamente in grado di trasferire altrove, e n poco tempo, gli ordigni. . Fino al 1995, “tra le dieci e le venti bombe erano dispiegate in altre due basi aeree turche (…) Successivamente sono state tutte trasferite nella base aerea di Incirlik”. Tra esse ci sarebbe anche la  bomba termonucleare B61, che è di 3.53 metri di lunghezza e pesa 320 chilogrammi, e che viene considerata come una delle armi più strategiche degli Stati Uniti. La Turchia ospita anche la controversa base radar della NATO, che fa parte di un ampio sistema missilistico del Pentagono.

Il sistema missilistico è diventato operativo nella provincia orientale turca di Malatya nei primi mesi del 2012.Tale notizia non giunge di certo inaspettata, ma Damasco ha ripetutamente espresso viva preoccupazione per la presenza di ordigni nucleari americani in Turchia, visto e considerato che Ankara si è schierata senza se e senza ma accanto ai ribelli nella guerra civile siriana. . La scorsa settimana l’ambasciatore siriano presso le Nazioni Unite, Bashar Yafari, ha accusato Ankara di possedere armi nucleari e pertanto di non rispettare il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP).

Yafari ha ricordato in quell’occasione che Damasco ha firmato il protocollo di Ginevra del 1925 sul divieto di impiego in guerra di gas asfissianti, tossici o simili e altre armi batteriologiche, ha poi chiesto all’Assemblea Generale dell’ONU di stabilire una zona libera da armi nucleari in Medio Oriente, includendo la Turchia, “dove sono conservate armi nucleari della NATO e il cui governo permette a gruppi terroristici di agire liberamente”.A settembre il settimanale tedesco Der Spiegel riportava che l’esercito siriano ha già effettuato delle prove con armi chimiche a fine agosto nel centro di ricerca delle armi chimiche -bufficialmente “centro di ricerche scientifiche” – di Safira, a Diraiham, una località nel deserto nei pressi del villaggio di Khanasir, ad est di Aleppo. Per l’occasione, continua la testata tedesca, al fianco degli ufficiali siriani, vi sarebbero stati dei Guardiani della rivoluzione iraniani

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