Stati Uniti. Torna la tensione a Ferguson in attesa del processoTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Stati Uniti. Torna la tensione a Ferguson in attesa del processo

Ricordate cosa successe in quel di Ferguson ad agosto quando un agente di polizia sparò e uccise un giovane afroamericano? Scoppiò una forte protesta della comunità nera poi, dopo un gran polverone, nessuno ne ha più parlato. Oggi si scende in piazza proprio a Ferugson per chiedere giustizia in attesa dell’imminente verdetto sull’incriminazione del poliziotto che starebbe trattando le dimissioni in cambio dell’impunità. 

Ormai quello della brutalità della polizia e dei suoi eccessi è diventato un problema reale negli Stati Uniti, al punto che bisogna quasi convincerci. Non riescono però a conviverci gli abitanti di Ferguson e non solo, ovvero tutti quei cittadini che pretendono giustizia per la morte del giovane Michael Brown, freddato ad agosto a Ferguson da un poliziotto. Almeno un centinaio di persone si sono ritrovate nella giornata di venerdì proprio davanti alla sede della polizia di Ferguson per manifestare la loro voglia di giustizia anche a mesi dall’episodio che aveva sconvolto l’America. Il picchetto doveva essere pacifico ma alla fine è degenerato in diversi scontri con le forze dell’ordine che hanno anche arrestato tre persone. E la situazione potrebbe persino degenerare se trovasse conferma la notizia che l’agente incriminato, Darren Wilson, starebbe contrattando le dimissioni dalla polizia in cambio della completa impunità. Chiaramente una soluzione di questo tipo riaccenderebbe le proteste in tutti gli Stati Uniti, ancor più che proprio in queste ore, da New York, è arrivata l’ennesima notizia dell’ennesima persona uccisa dalla polizia, un altro ragazzo afroamericano, l’ultimo di una lunga serie che dimostra al mondo come la “democrazia” più importante del mondo abbia però anche dei coni d’ombra importanti e preoccupanti. Dobbiamo garantire manifestazioni pacifiche” ha subito risposto Obama, “Questo è un Paese che permette a tutti di esprimere le loro idee e di manifestarle in modo pacifico contro azioni che si ritengono ingiuste. Ricorrere alla violenza è contrario al nostro spirito e al principio di legalità”. Sicuro Barack? Non ci risulta che sia liberamente possibile essere dei marxisti o dei comunisti negli Stati Uniti, e questo solo per fare un esempio. Del resto quel 9 agosto in molti non riescono a dimenticate la morte di Brown, disarmato e freddato dalla polizia reo di aver rubato un pacchetto di sigarette. La sensazione è che la tensione resti altissima e che senza una sentenza in grado di fare giustizia il senso di ingiustizia aumenterà soprattutto tra la comunità afroamericana, e questo nonostante Obama abbia appena votato di rendere cinque milioni di extracomunitari dei cittadini americani.

Gracchus babeuf

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