Stati Uniti. Tra stragi e sparatorie l'America si riscopre fragileTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Stati Uniti. Tra stragi e sparatorie l’America si riscopre fragile

Stati Uniti. Tra stragi e sparatorie l’America si riscopre fragile

Ancora sparatorie negli Stati Uniti a solo pochi giorni dalla strage di Charleston, in South Carolina, dove un giovane razzista bianco ha aperto il fuoco uccidendo nove persone di colore in una chiesa. E così gli Usa si ritrovano un paese violento, stretto tra la morsa della brutalità della polizia e dalla lobby delle armi leggere, un paese che, se le cose non cambieranno, rischia di essere destinato a vivere nella paura.

Anche Barack Obama è stato costretto ad ammetterlo a commento della terribile strage di #Charleston, in South Carolina, quando un giovane bianco intriso di razzismo ha sparato all’impazzata sui fedeli di colore di una chiesa molto conosciuta. L’ennesima strage, questa volta a sfondo razziale, che ha ricordato ancora una volta quanto sia facile negli Stati Uniti procurarsi delle armi per chiunque. Questo comporta che personalità che non dovrebbero essere nemmeno in condizione di poter maneggiare un’arma finiscono per poterlo farle, col risultato che le stragi sono sempre lì dietro l’angolo. Così gli Stati Uniti svegliatisi dopo la strage di Charleston non possono che aver paura di se stessi, ancor più che la violenza sembra ormai far parte a pieno titolo della società a stelle e strisce. “Queste cose capitano solo da noi“, ha suggerito Obama, e questa volta ha sicuramente ragione in quanto gli Stati Uniti sono l’unico paese considerato “civile” dove la lobby delle armi leggere è talmente potente da continuare a permettere la libera vendita di armi. E a sottolineare le parole del presidente nemmeno quarantotto ore dopo la strage di Charleston si sono subito registrate nuove sparatorie a Detroit e a Philadelphia, sparatorie che hanno provocato un morto e svariati feriti. La dinamica sempre quella: un uomo che per diversi motivi ha sparato all’impazzata sulla folla. Se si unisce a tutto questo le polemiche derivanti dall’operato della polizia, ecco che lo spaccato che ci arriva della società americana è inclemente e ci parla di una società vittima della paura dove chiunque ha a disposizione delle armi e dove, se sei un afroamericano che vive in determinati quartieri, è sempre possibile imbattersi in qualche brutalità della polizia. Una società nella quale la violenza è talmente connaturata che persino provare a normare la vendita di armi diventa quasi impossibile. E questo non sarebbe nemmeno un problema per il resto del mondo non fosse che qualcuno continua a guardare ammirato agli Stati Uniti, prendendoli come un riferimento politico e sociale, rifiutandosi quindi di guardare oltre la coltre di propaganda hollywoodiana che in passato ha permesso di nascondere la polvere sotto il tappeto

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