Stato Islamico in difficoltà prende ostaggi e sfida MoscaTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Stato Islamico in difficoltà prende ostaggi e sfida Mosca

Le milizie curde hanno conquistato una importante base nel nord della Siria che era controllata dallo Stato Islamico mentre l’esercito siriano sembra avanzare a Palmira. Il Califfato in difficoltà è arrivato a rapire 1200 bambini da usare come ostaggi e minaccia la Russia nel Caucaso.

Arrivano notizie dal fronte in Siria che parlano di uno Stato Islamico in netta difficoltà negli ultimi giorni dopo le avanzate delle settimane scorse. A guidare l’offensiva contro i jihadisti nella parte settentrionale del Paese ci hanno pensato i combattenti curdi che hanno conquistato nelle scorse ore una importantissima base militare che era controllata dagli uomini dell’Isis ormai da diversi mesi. A confermarlo la stessa Ansa che ha verificato la notizia sulla base di testimonianze di fonte locali. Si tratterebbe della base della “Brigata 93″, in località Ayn Issa, a pochi chilometri sia dal confine con la Turchia che da Raqqa, la vera capitale del Califfato in Siria. Voci di un Califfato in difficoltà arrivano anche dall’Iraq dove, nell’ “altra” capitale Mosul, i miliziani avrebbero preso in ostaggio circa 1200 bambini. La notizia è stata diffusa dal portavoce del Kurdistan Democratic Party e, se confermata, mostrerebbe per certi versi la debolezza del Califfato, costretto a usare ogni mezzo nel tentativo di mantenere la morsa sui territori sotto il proprio controllo.

Sempre dalla Siria giungono voci preoccupanti dello Stato Islamico che avrebbe minato le rovine dell’antica Palmira, forse per ricattare l’esercito siriano che avrebbe cominciato le manovre per un tentativo di riconquista della città. Secondo l’Osservatorio per i diritti umani gli uomini del Califfato avrebbero piazzato mine e ordigni proprio all’interno delle rovine romane mentre gli aerei di Damasco avrebbero colpito duramente la città moderna, causando vittime tra i miliziani. In molti temono che i miliziani abbiano minato Palmira per impedire l’avanzata dei governativi, che peraltro avrebbero già riconquistato alcuni villaggi nella parte ovest della città moderna, sostenendo pesanti combattimenti con l’Isis in località al-Baiarat al-Gharbia.

Infine l’ultima provocazione del Califfato questa volta ha colpito direttamente la Russia, paese che finora ha indirettamente combattuto lo Stato Islamico fornendo armi e supporto ad Assad in Siria. Secondo le ultime notizie sembra che l’Isis abbia accolto la richiesta di adesione di alcuni gruppi jihadisti nel Caucaso e abbia annunciato la nascita  della Wilayat Qawqaz, la “provincia del Caucaso”. Ad affermarlo lo stesso Daesh, Stato Islamico, che ha persino diffuso un comunicato ufficiale online. Questa nuova “provincia” includerebbe la Cecenia, ma anche il Daghestan e l’Inguscezia. Questa notizia non è di certo stata presa a cuor leggero a Mosca, dove da tempo le autorità russe lavorano per contrastare il terrorismo islamico. Molti combattenti ceceni del resto hanno preso parte fin dall’inizio alla guerra civile siriana scendendo in campo affianco dei “ribelli”.
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