Stop ai lavori del Parlamento. Aria di crisi.Tribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Stop ai lavori del Parlamento. Aria di crisi.

Tira vento di crisi di Governo, dopo l’approvazione dello stop ai lavori di Camera e Senato, deciso in seguito alla scelta della Corte di Cassazione di calendarizzare per il 30 luglio l’udienza del processo Mediaset.

Fedelissimi e falchi del Pdl uniti, e un Partito Democratico sempre più diviso, in cui in renziani chiedono chiarimenti alla dirigenza del partito e passano per essere gli anti-berlusconiani per eccellenza. Il partito di Berlusconi ha chiesto di sospendere le attività parlamentari per tre giorni. Sia al Senato che alla Camera sono state convocate le conferenze dei capigruppo e qui il Pdl ha strappato un mezzo via libera da Pd e Scelta civica: sì allo stop, ma solo per la giornata di oggi. Insomma, per “protesta” nei confronti di una decisione presa dalla Corte di Cassazione, il Pdl blocca l’intera macchina parlamentare: una cosa che, come direbbe Luttazzi, “non accadeva nemmeno ai tempi del fascismo”. Ad opporsi a tutti questo i soliti M5S, Lega Nord e Sel.

I grillini si sono poi distinti con il coro “buffoni buffoni”, nei confronti dei parlamentare del Pd, scatenando anche un accenno di rissa che ha coinvolto il deputato Piero Martino.

Il senso della mossa del partito di Silvio Berlusconi è stato dato da Daniela Santanché: “Se dovesse arrivare un ‘no’ sulla richiesta di moratoria dei lavori parlamentari capiremo che non c’è un governo di coalizione. Far cadere un governo non è un’azione politica, è una conseguenza di un’azione politica”. Il capogruppo dei deputati Pdl, Renato Brunetta. ”La nostra è una posizione responsabile: dobbiamo discutere al nostro interno e dobbiamo fare chiarezza”.  L’anticipo della sentenza della Cassazione “non mette a rischio la maggioranza ma la democrazia in questo Paese”. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha provato a minimizzare: “Noi continuiamo a fare il nostro lavoro e andiamo avanti”.

Un messaggio di “speranza” arriva dal segretario Epifani, che ha dichiarato: La vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi e il rapporto d’azione di governo e di Parlamento. Questo nodo deve essere sciolto solo tenendo distinte le due sfere, perché se no, a furia di tirare, la corda  si può spezzare, con una scelta di irresponsabilità verso la condizione del Paese e la sua crisi drammatica”.

Ecco, chissà se il segretario Epifani riesca ancora a cogliere una qualche distinzione tra “le due sfere”.

A.A.

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