Stop Biocidio. Allarme e mobilitazione anche per il LazioTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Stop Biocidio. Allarme e mobilitazione anche per il Lazio

Incontro al CSOA La Strada (Garbatella) fra comitati, associazioni, coordinamenti, realtà sociali e cittadini per discutere della questione discariche nel Lazio. Aumento di malattie e ospedalizzazioni per chi vive vicino alle discariche: a confermarlo i risultati dei dati ERASLazio.

Fonte: Oltremedianews

Giovedì 24 ottobre, il CSOA La Strada (Via Francesco Passino, 24) ospiterà il primo incontro tra numerose realtà sociali e cittadini per discutere e fare il punto sulla questione inquinamento e rischi per la salute causati dalle 9 discarichepresenti nella regione Lazio. Sarà l’occasione per intavolare una mobilitazione Stop-Biocidio analoga a quella campana già scesa in piazza il 19 ottobre nell’agro nolano per protestare contro la discarica di Boscofangone e  in previsione della manifestazione del 16 novembre a Napoli.

Il problema Biocidio campano è ormai questione nota anche ai megafoni nazionali e gli slogan “hai il coraggio di far finta di niente?” e “fiume in piena” sfilano nelle piazze campane ormai da tempo.

Ma l’emergenza rifiuti e i rischi per cittadini e ambiente nei pressi delle discariche non è solo affar’ campano: Taranto, Brescia, Porto Marghera, Gela, Quirra, Niscemi sono soltanto alcune delle zone a rischio. Il Lazio conta nove siti di smaltimento: Albano Laziale, Bracciano, Civitavecchia, Colleferro, Guidonia Montecelio, Latina, Roccasecca, Roma-Malagrotta e Viterbo.

Nove siti per la gestione dei rifiuti (RU) che tuttavia stanno incrementando i danni alla salute derivanti dall’esposizione agli agenti inquinanti che oltre a devastare l’ambiente, stanno ammalando la popolazione locale. Lo afferma il rapportopubblicato nell’aprile di quest’anno da ERAS (Epidemiologia Rifiuti Ambiente Salute) nel Lazio. L’aumento della morbosità per malattie respiratorie può avere un nesso di causalità con le esposizioni ambientali: “le persone che presentano livelli elevati di concentrazione di H2S (acido solfidrico) risiedono soprattutto in prossimità delle discariche di Albano Laziale, Latina, Guidonia, Roma e Colleferro”.

L’analisi considera tutta la popolazione residente entro il raggio di 5km delle discariche per RU evidenziando come siano aumentate malattie dell’apparato respiratorio (compresa la broncopneumopatia cronica ostruttiva, BPCO), i tumori della pleura e il mieloma multiplo, nonché il numero di ospedalizzazioni quasi indistintamente fra donne, uomini, bambini/e e neonati. Per non parlare dell’analisi di mortalità: si risconta “una elevata mortalità tra le donne per tumore della vescica e tra gli uomini per patologie a carico dell’apparato urinario”, anche se la manifestazione delle malattie e disturbi derivanti dall’esposizione a H2S non sono omogenei in tutte le aree considerate: Civitavecchia, Albano Laziale e Guidonia Montecelio restano le zone più colpite. “Il quadro di salute depone quindi per un effetto nocivo potenzialmente attribuibile ad emissioni di sostanze irritati, come l’acido solfidrico, batteri o endotossine”.

L’incontro di giovedì, ore 18.00, vuole proprio far luce su questo rapporto per informare le realtà sociali e preparare la mobilitazione cittadina e costruire “una vertenza unitaria per dire Stop al Biocidio”.

 Veronica Pavoni

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