Strage di curdi vicino a KobaneTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Strage di curdi vicino a Kobane

Mentre giunge notizia di un nuovo attacco dell’Isis a Kobane si segnala purtroppo anche una autobomba a Suruc in Turchia, poco lontano da Kobane, dove almeno 27 curdi sono morti a causa della esplosione. L’attentato ha preso di mira ragazzi volontari provenienti da tutta la regione e dalla Turchia per tentare di raggiungere il Rojava e aiutare nella lotta contro lo Stato Islamico. 

Non si arresta la sofferenza del popolo curdo stretto nella morsa dell’Isis. Non solo infatti lo Stato Islamico sembra aver ripreso una offensiva su Kobane, dove è esplosa una autobomba nei pressi del palazzo dell’amministrazione comunale, ma anche a seminare terrore nei dintorni. A Suruc infatti, località curda a poche centinaia da Kobane e dal confine con turco-siriano, una bomba forse dell’Isis ha seminato morte e distruzione.  Secondo il co-presidente del partito curdo DBP, Kaplan, l’attacco kamikaze degli islamisti ha preso di mira un gruppo di circa 300 membri della Federazione delle Associazioni della Gioventù Socialista che si erano radunati nella cittadina turca per tentare di raggiungere Kobane. Il bilancio momentaneo parla di almeno 27 morti e un numero imprecisato di feriti gravi, e tutta la Turchia sembra sotto shock dopo questo attentato sanguinario.

Molti ragazzi si erano radunati per partecipare a progetti di ricostruzione nel Rojava, la regione settentrionale della Siria che viene gestita dai curdi in modo democratico e rispettoso di tutte le minoranze. I curdi hanno lottato da mesi contro l’Isis riuscendo per due volte a riprendere il controllo di Kobane e riuscendo persino ad avanzare a poche decine di chilometri da Raqqa, la roccaforte del Califfo in Siria. Intanto però le organizzazioni della sinistra turca e curda hanno subito indetto manifestazioni di protesta a Istanbul, dove si temono però scontri con le forze dell’ordine. Ankara è sotto accusa da parte dell’opposizione turca per via dei legami oscuri con lo Stato Islamico, con i servizi turchi che vengono accusati di favorire sul campo i terroristi islamici in chiave anti-Assad. Inoltre tra i curdi in Turchia l’esasperazione per l’atteggiamento repressivo del governo Erdogan è alle stelle, e del resto lo stesso premier turco ha detto senza giri di parole di ritenere il Pkk come la stessa cosa dell’Isis. La sensazione è che la questione curda possa esplodere prima o dopo in tutta la sua virulenza collegandosi tragicamente alle vicende siriane.

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