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venerdì , 20 ottobre 2017
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Studenti e Operai assieme in piazza contro il governo

Ancora una giornata di mobilitazione in tutta Italia per protestare contro il governo e le sue politiche di tagli indiscriminati. Da Roma a Torino sono migliaia gli studenti e i lavoratori che sono scesi in piazza per urlare la loro rabbia e segnalare il loro disagio. 

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Operai e studenti sono scesi in piazza, da Roma a Torino, per manifestare contro il governo Monti, incolpato probabilmente a ragione di tagliare senza criterio nel mondo dei saperi e del lavoro. Ai cortei hanno partecipato scuole, università, ma anche sindacati come la Fiom e fabbriche. Nella Capitale gli studenti hanno scelto ben quattro piazze per manifestare contro il governo, e la volontà è stata quella di imbastire una protesta comune assieme ai metalmeccanici della Fiom per ”ribadire con forza la solidarietà e la condivisione delle lotte portate avanti da tutti quei soggetti, come gli operai o i precari, che soffrono la crisi”. Anche nel capoluogo piemontese gli studenti si sono ritrovati nella centralissima Piazza Arbarello, mentre i metalmeccanici organizzavano un secondo corteo dalla stazione ferroviaria di Porta Susa. Colorato e vivace il corteo degli studenti, dove accanto ai medi c’erano anche universitari e qualche docente. “Noi la crisi non la paghiamo”, era uno degli slogan più gettonati, a Torino come a Bologna, dove fin dalle 9.00 del mattino il traffico è stato bloccato da due cortei che si sono svolti nel centro del capoluogo emiliano. Giornata di protesta molto sentita anche a Genova, dove i lavoratori e gli studenti sono scesi in piazza assieme. Gli edili si sono messi in prima fila, radunandosi nel piazzale della Camionale per bloccare il casello di Genova Ovest. Da lì hanno poi creato un corteo che si è diretto verso la Prefettura, congestionando il traffico.Gli operai con il loro corteo volevano  rendere pubblica la drammatica situazione in cui versa il settore dell’edilizia in Liguria: 350 mila i posti di lavoro persi negli ultimi 3 anni in Italia e più di 2000 in provincia di Genova. Gli edili chiedono l’avvio delle grandi opere per dare respiro a migliaia di famiglie che ogni giorno fanno i conti con la crisi.

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