Sud Corea. Democrazia in pericolo dopo la caccia alle stregheTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Sud Corea. Democrazia in pericolo dopo la caccia alle streghe

Lee Seok-Ki, leader dell’Unified Progressive Paty, uno dei pochi partiti di sinistra in Sud Corea, è stato arrestato con l’accusa di voler prendere le armi con Pyongyang in caso di una guerra tra i due paesi.

La tensione torna molto alta sulla penisola coreana dopo che Lee Seok-Ki, membro del Parlamento sudocreano, è stato arrestato con una serie di accuse. Secondo i servizi di Seoul ci sarebbero dei piani del suo partito, l’Unified Progressive Party, per prendere le armi contro il governo sudocreano nel caso di una guerra con il Nord. Proprio il suo partito, l’Unified Progressive Party, era stato in prima fila nelle dimostrazioni contro l’attivismo dei servizi sudocreani, anche per questo Lee Seok-ki ha pagato in prima persona. Su di lui gravano due accuse, la cospirazione per prendere le armi contro il governo e la violazione della National Security Law, secondo la quale è assolutamente illegale manifestare alcuna simpatia nei confronti della Nord Corea. La legge viene di solito applicata per sopprimere ogni dissenso e punire i politici colpevoli di spingersi troppo “a sinistra”. A incolpare Lee Seok-ki ci ha pensato un informatore pagato dai servizi sudcoreani per spiare l’Upp. Secondo le informazioni raccolte ad alcuni meetings dell’Upp avrebbero preso parte i membri di un gruppo segreto dell’Upp nominato “Revolutionary Organization”. L’Upp ha dichiarato che non esiste alcuna Revolutionary Organization, e l’intero processo sarebbe stato messo su per smantellare il partito  da parte dei servizi sudcoreani. Secondo l’Upp i servizi avrebbero deliberatamente manipolato alcune prove per mistificare il senso delle parole pronunciate durante i meetings. Gli arresti sono stati effettuati sulla base di circa 46 tracce audio registrate nel corso degli incontri, molte delle quali sono risultate effettivamente piene di errori e quindi probabilmente “ritoccate” durante le trascrizioni. Alcune parole di fuoco inserire infatti hanno consentito ai servizi sudcoreani di effettuare veri e propri raid nelle case e negli uffici dell’Upp, di arrestare diversi militanti e di tentare di bandire il partito.

Fonte:  Global Research

Insomma il senso di molte delle sue parole sarebbe stato appositamente svuotato di ogni significato per incolpare Lee, a questo proposito i servizi sudcoreani sono arrivati ad ammettere di aver commesso degli errori a causa di una qualità audio scarsa e ad alcune interferenze, ma appare chiaro che si sia operato in questo senso solo per diffamare l’Upp. Come se non bastasse sarebbero anche state effettuate pressioni di vario genere nei confronti degli avvocati dell’Upp, con deposizioni di testimoni già scritte appositamente dai servizi sudcoreani. L’informatore succitato ad esempio in un primo momento aveva messo in bocca Lee le seguenti parole: “E’ tempo di prepararci per la rivoluzione”, salvo poi ammettere che Lee non ha mai pronunciato niente di simile in un secondo momento. La difesa presenterà le sue posizioni a gennaio, quando ha programmato di rivelare maggiori informazioni sull’intento del governo di fabbricare prove, anche se a questo punto la volontà di utilizzare la National Security Law sembra chiara, al fine di arrivare all’abolizione dell’Upp. Il ministro della Giustizia inoltre avrebbe già pianificato di tentare di rimuovere ben sei dei membri dell’Upp dall’Assemblea Nazionale. Insomma una grande offensiva volta a eliminare quello che resta della sinistra sudcoreana dalla scena politica, basti pensare che il ministro della Giustizia ha ammesso che l’Upp sarebbe solo la punta dell’iceberg, e che il governo vorrebbe colpire altri gruppi e individui più avanti. Insomma la democrazia in Sud Corea è stata messa a dura prova, smentendo quindi le differenze che sulla carta dovrebbero separare l’autocrazia dittatoriale del nord dalla democrazia occidentale del Sud. Si tratta infatti di un processo che ricorda da vicino l’era della dittatura, quando si arrestavano oppositori politici con accuse farsa per distruggere il dissenso, pratiche che la stampa occidentale ci ha fatto credere fossero solo del Nord.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top