Sud Sudan. Si scatena l'inferno, centinaia i mortiTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Sud Sudan. Si scatena l’inferno, centinaia i morti

Scoppia il caos nel Sud Sudan dove ieri è stato sventato un golpe a Juba. Subito dopo sono esplosi duri combattimenti tra fazioni della guardia militare, con un bilancio provvisorio di 500 morti. 

Le guerre in Africa si sa non attirano molto un’opinione pubblica europea sempre più sorda e autoreferenziale. Tuttavia quanto sta succedendo in Sud Sudan, il giovane stato nato dalla secessione dal Sudan, rischia di far piombare l’intera regione in una sanguinosa guerra civile. Il Sud Sudan è il più giovane stato dell’Onu e ieri, quando alcuni soldati si sono ribellati al governo, sono scoppiati duri combattimenti che hanno causato oltre 500 morti. Secondo stime del tutto provvisorie ci sarebbero anche oltre 800 feriti con una città ormai semideserta. I soldati golpisti nella notte hanno violato il coprifuoco imposto dal presidente Salva Kiir e hanno attaccato le forze regolari; circa ventimila persone hanno abbandonato la città per rifugiarsi nelle basi Onu, mentre l’aeroporto è chiuso e la rete telefonica mobile fuori uso. Washington ha reagito sospendendo tutte le attività dell’ambasciata in Sud Sudan ed evacuando il personale non essenziale. Anche la Farnesina ha esortato gli italiani a non partire per il Sud Sudan, mentre il segretario Oni Ban Ki-moon ha chiesto al governo africano di garantire “la sicurezza di tutti i civili, indipendentemente dalla comunità a cui appartengono“.L’ex ministro delle Finanze Kosti Manibe e altre nove persone intanto sono state arrestate per complicità presunte nella sollevazione, mentre ancora non si trova Riek Mashar, l’ex braccio destro del capo di Stato, accusato di aver escogitato il golpe. Mashar, dopo la destituzione da vicepresidente da parte di Kiir avvenuta il luglio scorso, aveva promesso che non sarebbe stata tollerata “la guida di un solo uomo, né tantomento una dittatura”. In molti credono che quell’episodio abbia segnato una spaccatura all’interno del Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese, ovvero il partito protagonista della guerra civile con il Sudan. Insomma non solo rivalità nella leadership del Paese, ma anche tensioni tribali rimaste sopite sotto la cenere sin dall’indipendenza conseguita nel 2011. Secondo alcune ricostruzioni sarebbero infatti scoppiati scontri tra soldati del clan Dinka di Riir, contro quelli del Clan Nuer di Mashar. Il tutto ovviamente fa da contorno alle grandi risorse petrolifere di cui dispone il Sud Sudan.

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