Sudafrica. Dramma mondiale, muore Nelson MandelaTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Sudafrica. Dramma mondiale, muore Nelson Mandela

Nelson Mandela, l’eroe della lotta all’apartheid, si spegne a 95 anni entrando così nella storia e nella leggenda. Grande commozione in Sudafrica e nel mondo per la morte di un grande uomo.

E’ stato un grande uomo Madiba anche se forse in molti non avranno molti motivi per essere tristi dopo la sua morte dal momento che come tutti i grandi personaggi ha suscitato grande ammirazione, ma anche grandi antipatie nei suoi nemici. Per noi Nelson Mandela è stato un eroe, un simbolo, l’uomo che ha saputo combattere una delle vergogne più atroci dell’uomo, ovvero l’apartheid. Oggi, dopo la sua morte, emerge con nettezza la sua figura straordinaria, e la sua lotta contro il razzismo è quantomai attuale dal momento che, purtroppo, esistono ancora uomini minuscoli che di razzismo si nutrono. Mandela lascia dietro di sè una nazione in lacrime, e come potrebbe essere altrimenti? Le bandiere sono a mezz’asta per ricordare Madiba e il presidente Zuma sembra sconvolto dal dolore nel ricordare l’uomo che è rimasto ventisette anni nei carceri del regime razzista bianco senza mai pronunciare la parola “vendetta”. Il regime che ha contribuito a distruggere era uno dei più ributtanti della storia dell’uomo, e soprattutto era un regime alleato dell’Occidente, in questo senso si può ben sostenere che non tutti sono autorizzati a piangere lacrime di dolore dopo la sua morte. Come dimenticare che una delle eroine dell’Occidente, Margaret Thatcher, aveva chiamato Madiba con l’epiteto “terrorista”? Esiste anche un Mandela scomodo, un Mandela che si preferisce tacere, il Mandela comunista che aveva lottato per l’emancipazione del suo popolo anche contro determinati interessi occidentali.

E’ stato un simbolo Nelson Mandela, un simbolo della lotta al razzismo e della rinascita di un popolo, un simbolo della resistenza nei ghetti nei giorni più duri della discriminazione. Un simbolo che non può che richiamare alla memoria la vergogna di Soweto, delle lotte dell’African National Congress, della vittoria finale sull’apartheid. Mandela è diventato ben presto un simbolo per il suo stesso popolo, e alla fine con il suo secolo di vita può dire a buon diritto di essere stato uno degli uomini più straordinari del XX secolo e non solo. Subito dopo l’annuncio della sua morte a migliaia si sono radunati in lacrime di fronte alla sua casa per abbracciarlo idealmente e ringraziarlo. Non tutti però saranno autorizzati a farlo, c’è purtroppo chi lo ha odiato in vita e oggi lo odierà ancora di più perchè per qualche giorno tutti i media ricorderanno quello che ha fatto nella sua vita. E’ un simbolo della lotta al razzismo, Mandela, ma è stato anche un rivoluzionario, un comunista, un uomo che ha lottato per l’uguaglianza tra i popoli e per il progresso, in questo senso forse ci sarà anche qualcuno felice per la sua morte. Così con un corto circuito mediatico il mainstream ci mostra un Barack Obama affranto e turbato che parla in Tv dicendo “Abbiamo perso uno degli uomini più coraggiosi e influenti dell’umanità“. Noi ovviamente siamo d’accordo con lui, ma gli Stati Uniti non si sentono in imbarazzo a glorificare un uomo che non si è mai vergognato di essere un fedele amico di Fidel Castro? 

Nelson Mandela è stato un simbolo, un simbolo della liberazione del mondo nero, un simbolo della lotta contro l’oppressione bianca di un continente, ed è impossibile dimenticare che gli Stati Uniti e l’Occidente, in vari modi, appoggiavano invece proprio il regime segregazionista sudafricano. In questo senso suonano ipocrite molte parole pronunciate in suo favore, ma di fronte alla sua inusitata grandezza risulta impossibile non pronunciare parole di elogio e ammirazione di fronte alla sua statura immensa. Mandela ha votato la sua vita alla lotta contro l’apartheid, un sistema infame che ha oppresso il Sudafrica dal 1948 al 1994. Madiba, e forse questo non lo ricordano in molti, ha abbracciato e guidato la lotta armata, ha subito il dramma del carcere e poi, una volta ottenuta la sua vittoria, è riuscito a trovare il coraggio di non vendicarsi e di lavorare per la riconciliazione nazionale, e il tutto lo ha fatto anche da comunista a dispetto della memoria selettiva dei media. Madiba lottò anche in prima persona contro il regime dell’apartheid, lo fece fondando nel 1961 il braccio armato dell’Anc, l’MK, la “Lancia della Nazione”, una milizia paramilitare che compì azioni di sabotaggio e addestramento paramilitare. Un anno dopo Mandela venne arrestato e condannato a cinque anni di carcere per attività sovversive ed espatrio illegale al rientro da una lunga missione in Africa e Europa. Nel 1964 venne condannato poi ai lavori forzati nel processo di Rivonia, la località dove venne arrestato l’intero stato maggiore dell’Anc nel corso di una retata. Fu in questa occasione che Mandela pronunciò un discorso straordinario in difesa del diritto degli oppressi alla lotta armata, fu allora che per la prima volta parlò del suo ideale di una società non razzista per neri e bianchi, un ideale cui avrebbe dedicato l’intera vita. Subito dopo sarebbe stato trasferito nel carcere di massima sicurezza di Robben Island, al largo di Cape Town, dove passò 18 dei suoi 27 anni di prigione. Ma cosa pensava Mandela? Tutti la pensavano bene di lui, ma chi erano i suoi amici? Cuba era tra questi dal momento che inviò migliaia di uomini a combattere in Angola contro l’espansionismo razzista sudafricano nella battaglia di Cuito Canavale. Forse dopotutto è proprio questo il Mandela che non vogliono ricordare, quello che non si vergognava a essere amico di Fidel Castro e Gheddafi..

“Fidel Castro è uno dei miei migliori amici. Sono orgoglioso di essere tra coloro che sostengono il diritto dei cubani di scegliere il proprio destino. [..] I cubani ci ha dato le risorse finanziare e la formazione per combattere e vincere. Io sono una persona leale e mai dimenticherò che nei momenti più bui del nostro paese nella lotta contro l’apartheid, Fidel Castro è stato dalla nostra parte.”

Nelson Mandela.

Dimenticarlo sarà impossibile, la speranza è che il suo insegnamento sopravviva, continuando a parlare di solidarietà e giustizia alle nuove generazioni.

Hasta Siempre Madiba, che la terra ti sia lieve.

Gracchus Babeuf

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