Sudafrica. Si arrendono i minatori dopo 45 giorni di lotte | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Sudafrica. Si arrendono i minatori dopo 45 giorni di lotte

E’ finita la lunga lotta dei minatori sudafricani dopo ben 45 giorni ininterrotti di lotta. Cinque settimane di scioperi, battaglie, morti e soprattutto con oltre 548 milioni di dollari di perdite per l’industria estrattiva sudafricana.

Alla fine i minatori sudafricani hanno ceduto, ammesso che si possa parlare di cedere dopo cinque lunghe settimane di proteste portate avanti con ogni mezzo. Alla fine però i 27.000 minatori della cosiddetta “cintura del platino” hanno accolto l’offerta delle multinazionali e hanno accettato di tornare a lavorare giovedì.  Si è riusciti a ricomporre la frattura soprattutto grazie all’intervento dell’ arcivescovo Jo Seoka, tenace mediatore in questa difficilissima vertenza. Jo Seoka, con i suoi interventi, è riuscito a normalizzare la situazione, anche se le pressioni che arrivavano da Londra e da Washington cominciavano a essere molto forti. Anche la Camera delle miniere e l’ African national congress cominciavano a essere stanchi delle proteste a oltranza dei minatori, così lentamente,  le posizioni tra aziende e il piccolo ma combattivo sindacato dell’Amcu si sono avvicinate. La Lonmin, terzo produttore di platino al mondo, ha offerto un aumento del 22% sul salario minimo dei lavoratori, pari a 450 dollari. Questo aumento significa che a fine mese i lavoratori avranno circa 600 dollari, una cifra comunque molto lontana dai 1200 euro mensili che chiedevano i minatori. Riuniti davanti agli ingressi della miniera a Marikana, nella regione di Rustemburg, 130 chilometri a nord ovest di Johannesburg, gli operai hanno ascoltato la nuova offerta e hanno votato a maggioranza la sospensione dello sciopero.  Giovedì quindi riprenderanno le attività estrattive che erano rimaste bloccate almeno dal 16 agosto scorso, quando la polizia soffocò nel sangue la protesta dei minatori. Il presidente Zuma, che fino a questo momento era rimasto in silenzio, ha riconosciuto l’uso sproporzionato della forza da parte della polizia: “Quello a cui abbiamo assistito ci ha ricordato momenti che non avremmo mai più voluto vivere”, ha commentato amaramenteZuma ha ricordato anche che le perdite provocate dallo sciopero ammontano a 4,5 miliardi di rand (circa 548 milioni di dollari); che i danni si sono riflettuti anche sulle casse dello Stato, con un mancato ingresso delle imposte per una decina di milioni di dollari. Quattro delle sei industrie minerarie avevano già ripreso la produzione tra ieri e stamani. Una quinta miniera di oro lo ha fatto nel pomeriggio. Da giovedì toccherà alla Lonmin, il cuore della protesta.  Tutto finito anche per Julius Malema, il leader ribelle che era stato espulso a novembre dalla Lega giovanile dell’Anc. Ieri Malema ha dovuto lasciare la zona di Marikana scortato dalla polizia, accusato dalla polizia di truffa e corruzione. Ora si ricomincia dunque, con il prezzo del platino che ha perso qualcosa come il 20% del suo valore sul mercato.

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