Sul futuro della sinistra italianaTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Sul futuro della sinistra italiana

Nelle infinite discussioni a sinistra sul che fare escono spesso idee e spunti meravigliosi ma di difficile, se non impossibile, realizzazione.Ovviamente, appena si intravvede una proposta che può essere in grado di porre le basi per una seria convergenza tra le varie forze a sinistra, non si fa tempo a darle un po’ di visibilità che subito viene sommersa da altre mille proposte. 

Fonte: http://www.davidebusetto.it/

Ad esempio, nell’ultimo mese il “facciamo come Podemos” ha superato il “facciamo come SYRIZA” perchè dei sondaggi (badare, sondaggi!) dicono che Podemos va alla grande. Per ora, nelle votazioni, è la terza forza politica a sinistra (compresi i socialisti) ma questo non lo si vuol ricordare. Strano che manchi il “facciamo come la Die Linke”, la quale ha, per la prima volta, un presidente di uno Stato federale in Germania. Forse ai più è sfuggita questa notizia.

Ma, dato che non voglio pure io sommergere a affogare la discussione tra mille (irrealizabili) proposte, arrivo subito al nocciolo della questione, e cioè da dove partire per provare ad unire la sinistra italiana. Per fare ciò bisogna tornare al 28 novembre, all’editoriale apparso su “Il Manifesto” a firma di Guido Liguori. Questi i punti salienti: “non vi è oggi spazio a sinistra del Pd per più di una proposta politica“; “se le forze a sinistra del PD si unissero in un Fronte articolato e plurale, [...] questo soggetto politico-elettorale avrebbe di fronte a sé potenzialità rilevanti“. Di seguito Liguori riconosce come “l’obiettivo di un unico partito non è realistico”. Per chi vuole leggerlo per intero qui (link).

E’ evidente come ci sia molto movimento a sinistra. Lista Tsipras, Human Factor, e il cantiere già operativo per un nuovo partito comunista sono percorsi che devono proseguire e che avranno senso se e solo se riusciranno a fare fronte comune nello sfidare, proponendo una seria e valida alternativa, il centro e la destra.

Quando potremo, finalmente, come sinistra sederci tutti attorno ad un tavolo e iniziare a consideare chi sta di fianco non un avversario che ci “ruba” voti ma un prezioso alleato che ci aiuta a radicarci sul territorio?

I nostri numeri, come sinistra, in Italia sono miseri. Che sia SEL, PdCI, Rifondazione o Lista Tsipras non si va mai a insidiare realmente il potere costituito. La nostra unità, all’interno di un fronte (o polo, o come si vuole chiamarlo) è tanto necessaria a noi quanto, se non di più, a quelle classi sociali che diciamo, e vogliamo, rappresentare.

Si proceda ad un tavolo unitario tra tutta la sinistra su pochi ma centrali punti.

Anni fa si cercò di creare una Lista Anticapitalista. I risultati furono (molto) modesti. Oggi è possibile procedere con la messa in cantiere di un ampio progetto che possa portare avanti serie e concrete proposte antiliberiste? Sarebbe giù un enorme passo avanti nell’Italia renziana del 2015!

Davide Busetto

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