Sul referendum in GreciaTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Sul referendum in Grecia

Il risultato del referendum svoltosi in Grecia, con la vittoria del NO, rappresenta la chiara affermazione del rifiuto degli inaccettabili dettami e imposizioni dell’Unione Europea e del FMI al popolo greco e la riaffermazione della volontà di cambiamento della politica che si era espressa nelle elezioni del 25 gennaio.

Dichiarazione di João Ferreira, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese

da www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Un risultato che, indipendentemente dall’evoluzione che si manifesti in quel paese, afferma il rifiuto della continuazione della politica di sfruttamento e impoverimento che l’Unione Europea e il FMI hanno cercato di imporre, continuamente e in forma accresciuta negli ultimi cinque mesi, ai lavoratori e al popolo greco.

Un risultato che è tanto più significativo, in quanto ottenuto sotto la pressione di una inammissibile e colossale operazione di ingerenza e destabilizzazione promossa dall’Unione Europea e dal FMI contro il popolo greco, che in Portogallo ha potuto contare sull’attiva partecipazione del Governo PSD/CDS e del Presidente della Repubblica.
Una vergognosa operazione che, per salvaguardare l’autentico saccheggio del capitale transnazionale, del direttorio delle potenze che comandano l’Unione Europea, non esita a sfidare la sovranità e la democrazia, il diritto di un popolo a decidere sovranamente del proprio destino.

Ciò che la realtà evidenzia, a cominciare dal nostro paese, è che le politiche e gli strumenti di dominazione dell’Unione Europea – dall’Euro al Trattato di Bilancio – sono contrari allo sviluppo e al progresso economico e sociale e rappresentano inaccettabili ostacoli allo sviluppo di politiche a favore dei legittimi interessi e aspirazioni dei popoli, rispettose della loro volontà e sovranità.

Il risultato del referendum in Grecia rappresenta un’importante sconfitta per l’Unione Europea e il FMI, per tutti coloro che rappresentano e agiscono in funzione dei propositi e interessi dei grandi gruppi finanziari.

L’inaccettabile posizione del Governo PSD/CDS e del Presidente della Repubblica traduce la loro chiara scelta di cercare di imporre in qualsiasi modo la politica di destra e nascondere le responsabilità per le sue brutali conseguenze economiche e sociali, in particolare quelle del patto di aggressione, firmato dal Partito Socialista, dal PSD e dal CDS con l’Unione Europea, la BCE e il FMI.

Il PCP lancia l’allarme sul proseguimento delle manovre di coloro che, come l’Unione Europea e il FMI, senza alcun rispetto per la volontà del popolo greco, cercheranno di imporre alla Grecia – come impongono al Portogallo – la dipendenza e il disastro economico e sociale. Ciò che si impone invece è il rispetto della volontà popolare, ancora una volta espressa dal popolo greco.

Il PCP riafferma la sua richiesta al Governo e al Presidente della Repubblica, perché, abbandonando il loro atteggiamento di sottomissione, adottino un atteggiamento di difesa intransigente degli interessi nazionali.

Nel salutare i lavoratori e il popolo greco, il PCP riafferma la sua solidarietà con la loro resistenza e lotta contro i dettami e imposizioni dell’UE e del FMI e in difesa dei loro diritti e aspirazioni.

L’evoluzione nell’Unione Europea dimostra che è la strada della resistenza e della lotta – e non quella della sottomissione e subordinazione – a difendere i diritti e gli interessi del popolo portoghese e del Paese.

In Portogallo, questa strada esige la rottura con la politica di destra e la realizzazione di un’alternativa patriottica e di sinistra, per cui il PCP si batte.

Un’alternativa patriottica e di sinistra che, sfidando i vincoli e i condizionamenti dell’Unione Europea e dell’Euro – che compromettono il diritto del Portogallo a uno sviluppo sovrano – opta chiaramente per i diritti e gli interessi del popolo e del Paese, per la giustizia e il progresso sociale,  per la sovranità e l’indipendenza nazionali, per un’Europa di cooperazione tra Stati sovrani e uguali in diritti, di progresso e di pace.

E’ nelle mani del popolo portoghese, nella sua fiducia, nella sua determinazione e volontà, dare espressione alla costruzione di una reale alternativa che assicuri un Portogallo con futuro.

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