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sabato , 22 luglio 2017
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Sulcis. Fabbriche chiuse e Natale amaro

Fabbriche chiuse nel Sulcis, ma gli operai vogliono continuare a lottare e a segnalare il loro disagio. Natale amaro per gli operai e per le loro famiglie. 

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Sarà un Natale amaro per gli operai del Sulcis, un Natale triste che coinvolge peraltro anche le loro famiglie. Di fronte agli stabilimenti chiusi gli operai e le loro famiglie nessuno ha avuto voglia di sorridere e scambiarsi gli auguri, quello che manca agli operai è il “futuro”, un futuro che si è dissolto con la chiusura dell’azienda. Salvatore Corriga, delegato Rsu dell’ex Rockwool, la fabbrica di lana di roccia di Iglesias chiusa da anni, rappresenta gli operai che dal 12 novembre hanno deciso di occupare la galleria Villamarina a Monteponi. Era stata una protesta estrema con gli operai che hanno deciso di murarsi vivi ostruendo gli accessi con dei blocchi di cemento, il tutto per segnalare il proprio disagio all’esterno. Corriga rappresenta questi uomini, e in occasione del Natale ha parlato con l’Ansa: “Siamo in una situazione disperata  noi chiediamo solo una cosa, il rispetto di un accordo firmato un anno fa che prevede la nostra stabilizzazione“. Per loro, per i lavoratori, vedere le fabbriche chiuse è una violenza di per sè, ma non ci sono solamente i lavoratori in cassa integrazione, ci sono anche quelli più sfortunati, lasciati a casa senza nulla, per loro sarà un Natale ancora più amaro. Niente a che vedere con i servizi colorati delle televisioni nelle strade del centro, dove persone affaccendate cercano di ultimare gli ultimi acquisti natalizi. Al Sulcis, all’Ilva, nelle aziende chiuse dalla crisi il Natale non si festeggerà. Speriamo che il 2013 per loro rappresenti un nuovo punto d’inizio.

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