Sull'orlo del baratro. Tra crisi e guerre imminenti | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Sull’orlo del baratro. Tra crisi e guerre imminenti

Entro i prossimi dieci anni il mondo così come lo conosciamo potrebbe cambiare radicalmente. A causare questo cambiamento ci saranno fattori economici: la crisi; bellici: nuove guerre all’orizzonte; e catastrofici: mutamenti climatici.

La generazione di chi scrive è cresciuta in Occidente, nel benestante e tranquillo Occidente del post-guerra fredda. Quel benessere e quella tranquillità si sarebbero rivelate solamente superficiali e apparenti nemmeno vent’anni dopo, all’inizio del XXI secolo, ma questa è un’altra storia, non meno interessante, ma un’altra storia. Una storia che riguarda il fallimento del capitalismo ma che riguarda, in un certo qual modo, il passato. Nell’immediato futuro potrebbero infatti verificarsi profondi stravolgimenti, già innescati in questi anni, che modificheranno forse radicalmente gli equilibri sociali e geopolitici del pianeta. Beninteso nel parlare di quello che potrebbe accadere non inventerò nulla, fornirò un’interpretazione meramente soggettiva di quello che potrebbe accadere da qui ai prossimi anni.

Cambiamenti geopolitici

I cambiamenti geopolitici saranno quelli più interessati, ancor più che secondo me riescono anche a influire sui cambiamenti sociali e su tutti gli altri. Nel giro di pochissimi anni gli Stati Uniti perderanno la loro egemonia economica, fenomeno questo già in atto, ma non quella militare, creando le premesse per una instabilità globale e per il rinnovarsi della rivalità con Russia, Cina e Sudamerica. Esistono inoltre decine di scenari esplosivi che potrebbero innescare spirali di violenza incontrollabili,amplificate dalla crisi economica e di valori dell’Occidente: Corea, Giappone-Cina,Medio Oriente, Iran, Africa; solo per citare i più caldi. Si tornerà, come io personalmente credo, alle guerre “per procura” della Guerra Fredda, oppure le grandi potenze finiranno prima o dopo a confrontarsi direttamente? Quanto successo in Nord Africa con le primavere arabe e in Siria dovrebbe bastare a far capire quanto saranno dinamici dal punto di vista i militare i prossimi anni. La crisi inoltre prepara un “brodo” favorevole all’avventurismo militare, e sono troppi decenni che non si verificano conflitti su larga scala.

Cambiamenti sociali

I cambiamenti sociali sono strettamente interconnessi a quelli geopolitici e potrebbero o esser determinati da questi, o scaturire da essi. I cambiamenti sociali sono già in atto, a causa della crisi economica sono milioni i disoccupati e i nuovi poveri che affollano le strade d’Europa. L’insostenibilità del capitalismo, e il fallimento nel continuare a produrre benessere a getto continuo; era questo in sostanza l’inganno che vinse contro il socialismo reale, ha trasformato la società polarizzando la ricchezza e approfondendo il divario tra ricchissimi e poverissimi. Tutto questo ingenera malcontento già oggi, e nei prossimi anni potrebbe portare  ”primavere” europee che verrebbero però, ne sono sicuro, represse nel sangue. Quando questo accadrà? Secondo molti entro tre anni ci sarà una crisi alimentare con l’aumento dei prezzi del grano e dei beni primari; questo aumento, incrociato con la crisi, potrebbe portare “la fame” nel cuore dell’Europa. Ecco che per far fronte a plebi affamate e arrabbiate, governi corrotti e impotenti potrebbero essere tentati al ricorso all’uomo forte, inscenando una spirale di nazionalismi che porterebbe a conseguenze che ben conosciamo. A quel punto il ricorso al “neocolonialismo” ne sarebbe un’inevitabile frutto avvelenato.

Cambiamenti climatici

Non possono anche questi che essere collegati al capitalismo in sè, inteso come modus vivendi, come sistema non solo economico ma valoriale e totalizzante. E’ chiaro che il capitalismo genera benessere per pochi, lasciando miseria e sfruttamento su molti. Semplicemente con il capitalismo sarebbe insostenibile costruire un mondo giusto ed equilibrato, ci saranno sempre pochi che stanno bene, e tanti che stanno male. Non esistono risorse sufficienti, per intenderci, a far vivere anche africani, asiatici e sudamericani con lo stesso tenore di vita degli occidentali. Il capitalismo ha già prodotto danni incredibili all’ecosistema e all’ambiente, rendendo possibili catastrofi naturali potenzialmente devastanti per il nostro pianeta. Nei prossimi anni fenomeni come siccità, tsunami, allagamenti, tifoni, potrebbero aumentare, rendendo ancora più insicura la nostra Terra.

Insomma o si accetta un cambiamento in fretta, oppure i prossimi anni potrebbero imporre un cambiamento assai peggiore.

D.C.

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Nessun commento

  1. Purtroppo è un’ottima analisi.. :(

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