Summit Italia-Francia. Gaffe di Monti: "L'Euro ha fatto bene alla Grecia" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Summit Italia-Francia. Gaffe di Monti: “L’Euro ha fatto bene alla Grecia”

Nel corso dell’incontro scambio reciproco di attestati di stima fra Mario Monti e Hollande. Confermato l’impegno dei due paesi per la Tav, e sottoscritti 5 accordi di cooperazione in diversi settori. Fuori scontri fra polizia e No-Tav francesi e italiani. 

monti hollande

Non si è parlato soltanto di Tav all’incontro bilaterale tra Francia ed Italia tenutosi ieri a Lione. I temi toccati sono stati moltissimi, dalla crisi economica alla necessità di progressi sul piano del percorso di integrazione europea, passando appunto per la Tav Torino-Lione la situazione greca e la crisi in medioriente.

“Monti è un grande europeo che fa molto per il suo Paese e per l’Europa” così il presidente francese Francois Hollande a proposito del suo collega italiano. L’incontro bilaterale è l’ultimo di una lunga serie che ha visto il premier Mario Monti in visita alla Merkel e al primo ministro spagnolo Rajoy. E’ la nuova fase della politica europea che lo richiede, il processo di integrazione sembra arrivato da alcuni anni ad un punto dal quale è impossibile tornare indietro ma rispetto al quale è altrettanto difficile andare avanti, soprattutto se con larghe maggioranze. L’europa a 27, la crisi economica, i diversi modelli ed interessi a confronto, costringono sempre più i leader europei a summit bilaterali che un poco stridono, a dire il vero, con gli originari propositi con cui si era dato il via all’esperienza comunitaria. Ad ogni modo sembra che ci si debba abituare a questa nuova pratica se è vero che non si riesce nemmeno ad approvare il bilancio 2013 in sede di Consiglio Europeo.

A parte l’Europa, la notizia che interessa più nel breve è la conferma della tratta Tav Torino-Lione che in estate era stata messa in forse da qualche dichiarazione del neopresidente francese Hollande. Italia e Francia hanno così confermato “l’interesse strategico del nuovo collegamento ferroviario tra Torino e Lione, che costituisce un’infrastruttura prioritaria non solo per la Francia e l’Italia ma anche per l’Unione Europea”, recita il comunicato. In particolare per Hollande “è una infrastruttura importante sul piano ambientale perché trasferirà sui treni gran parte del traffico su gomma”; Mario Monti ha invece sottolineato l’importanza delle grandi opere per rilanciare l’economia e ha annunciato che il prossimo vertice intergovernativo tra Italia e Francia si svolgerà proprio a Torino a simboleggiare la centralità del progetto nelle politiche dei due partner europei. Da segnalare incidenti accaduti fuori in piazza des Brotteaux che hanno visto fronteggiarsi dimostranti No-Tav italiani e francesi con la polizia. Alcune cariche di alleggerimento e momenti di tensione sino in serata, quando poi i dodici pullman sono ripartiti per l’Italia.

Non solo Tav abbiamo detto in apertura, Francia e Italia hanno parlato anche di crisi economica. In particolare fanno discutere le parole di Mario Monti. Per uscire dalla crisi c’è bisogno di Europa, ne è convinto il premier che ha affermato: “credo molto nel processo di integrazione, credo molto nel mercato comune come motore di crescita”. E qui viene l’originalità del pensiero montiano a proposito delle misure lacrime e sangue imposte ai greci in questi anni: “Un esempio dell’importanza dell’Europa ci è dato dalla Grecia. Prima di entrare nell’Euro (la Grecia ndr) era l’antitesi di una moderna economia di mercato. Ora grazie all’Euro ha intrapreso una vera rivoluzione. Se non fosse entrata nell’Euro, la Grecia non avrebbe intrapreso la serie di riforme che stanno portando a una radicale modernizzazione della societa e un cammino verso la cultura della stabilità. Una rivoluzione che normalmente richiede una generazione e che la Grecia sta intraprendendo in pochi anni”. Parole che stridono con la drammaticità del contesto ellenico, dove le medicine cominciano a scarseggiare, l’aspettativa di vita sta calando, la polizia non garantisce più la sicurezza, i progrom di Alba Dorata si moltiplicano, la violenza conquista le piazze affollate di gente disperata. Questa è la Grecia di oggi, verrebbe da dire al nostro Presidente del Consiglio, perché non si prova a chiedere se è così che i greci se l’erano immaginata?

Più convergente invece la linea di Francia e Italia a proposito di medioriente, rispetto alla cui questione entrambi i Paesi hanno condannato i propositi di Netanyahu di aumentare gli insediamenti coloniali nelle terre palestinesi. Nonostante ciò nessuno dei due leader si è detto disposto a richiedere sanzioni per Israele, verso il quale sia Italia che Francia continueranno con la “linea morbida”.

Infine il summit è stato l’occasione per la sottoscrizione di cinque accordi bilaterali. I ministri dell’Interno, Anna Maria Cancellieri e Manuel Valls, hanno firmato un accordo per la cooperazione di polizia fra Italia e Francia; i responsabili della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola e Jean-Yves Le Drian, hanno siglato la road-map operativa nel settore Difesa. Anche sull’istruzione è stato firmato un accordo, sottoscritto dai relativi ministri Francesco Profumo e Genevieve Fioraso, per la cooperazione nel settore dell’insegnamento superiore, della ricerca e dell’innovazione. Poi è stata la volta dei ministri di Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia e Frederic Cuvillier, che hanno firmato accordi per la modifica del tunnel stradale del Frejus e sulla convergenza tariffaria fra questo tunnel e il traforo del Monte Bianco.

Inoltre, proprio mentre il summit era in corso, è giunta una buona notizia dal fronte mercato dopo le docce fredde della scorsa settimana: lo spread italiano è sceso sotto i 300 punti per lunga parte della giornata. La soddisfazione di Monti è stata tanta visto che meno spread significa meno tassi e maggiore sostenibilità del debito; forse troppa, perché il professore semi-tecnico, forse troppo preso nel lodare il suo operato ha annunciato “il nostro obiettivo resta 287″. Curiosità e incredulità fra i giornalisti in sala visto che proprio un’economista come lui, fornendo una soglia agli speculatori, ha violato una legge non scritta del mercato.

Michele Trotta

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