Svezia. Meglio il "Luna Park" dell'Italia. Contenti loro...Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Svezia. Meglio il “Luna Park” dell’Italia. Contenti loro…

A Goteborg, Svezia, è comparso un cartellone pubblicitario che ritrae un bambino in lacrime con la scritta: “Questa estate, alcuni bambini saranno costretti ad andare in Italia”. Si tratta dei cartelloni di un parco di divertimenti cittadino che dovrebbe convincere le famiglie svedesi a rimanere in patria per le vacanze. E non mancano le polemiche…

Premessa: non siamo nazionalisti anche se siamo innamorati, purtroppo per noi, della nostra bellissima Italia. L’Italia ha tanti difetti, ma anche molti pregi, ed è indubbiamente uno dei posti più belli del mondo per cultura, paesaggi, clima, usanze e costumi. Questo ci viene ampiamente riconosciuto in tutto il mondo, e ogni anno sono milioni i turisti che scelgono di passare le loro vacanze in Italia. Potrebbero essere molti di più, questo è certo, dal momento che il nostro Paese investe poco o nulla in infrastrutture turistiche, e sembra fare di tutto per non valorizzare le nostre ricchezze. A Göteborg, in Svezia, hanno però pensato bene di pubblicare dei cartelloni pubblicitari che pubblicizzano il parco di divertimenti cittadino dipingendolo come un vero paradiso per bambini. Fin qui nulla di male e nulla di strano, non fosse che i “geniali” pubblicitari svedesi hanno pensato bene di attaccare frontalmente il nostro Paese, ritraendo un bimbo in lacrime con l’espressione disperata con la scritta “Questa estate, alcuni bambini saranno costretti ad andare in Italia“.

Ci sta che a Stoccolma pensino a trattenere i loro concittadini in patria in estate, tuttavia proprio non capiamo per quale motivo attaccare dei paesi in difficoltà come Italia, Spagna e Grecia. Probabile che il parco di divertimenti di Liseberg abbia pensato a una campagna pubblicitaria sopra le righe per attirare l’attenzione, e infatti questo è quello che è successo dal momento che la notizia ha fatto il giro d’Europa in poche ore. Comprendiamo quindi che in molti si siano sentiti offesi nel vedere accostato il nome del proprio Paese al volto di un biondo bambino svedese lacrimevole. Passateci un pò di sciovinismo, una volta tanto: gli svedesi sono davvero sicuri che i bambini si divertirebbero di più in Svezia piuttosto che nelle spiagge italiane?

Va però detto che la campagna di Liseberg è stata criticata anche in Svezia, soprattutto da parte di coloro che hanno voluto ricordare come decine di migliaia di bambini non potrebbero permettersi nemmeno una giornata nel prestigioso Luna Park. Viktor Ragnemar, regista freelance di Göteborg, ha realizzato un contro-manifesto sulla falsa riga di quelli affissi della città: sulla faccia della bimba in lacrime campeggia la scritta: “242.000 bambini svedesi non possono neanche andare a Liseberg: a chi importa il divertimento garantito?”. In Italia, comprensibilmente, la cosa non è stata presa molto bene, soprattutto a Rimini,dove l’assessore provinciale Fabio Galli ha scritto al nuovo ministro del Turismo Massimo Bray per invitarlo a prendere una posizione a riguardo. . Secondo Galli non si tratta solo di un’offesa bella e buona, ma anche di concorrenza sleale e il ministro del Turismo dovrebbe quanto meno associarsi alle dichiarazioni sdegnate della Spagna e difendere le spiagge nostrane. Non solo, Galli ha anche sottolineato l’inadeguatezza delle campagne promozionali italiane all’estero: “Se l’essere di fatto scomparsi da alcuni mercati, quello scandinavo, appunto è già di per sé una sciagura in termini economici e d’immagine, la beffa si aggiunge con simili episodi per i quali, comunque, gli altri due Paesi danneggiati in qualche modo si sono già mossi a difesa  La scelta, percorsa più o meno coscientemente negli ultimi due decenni, di non provvedere ad alcuna promozione all’estero del marchio Italia a favore di uno ‘spezzatino’ regionale a volte contraddittorio va senz’altro radicalmente e tempestivamente mutata. Certo, campagne folli come questa sono difficilmente parabili ma un Paese con una barra forte, dritta e riconoscibile sul fronte della promozione saprebbe difendersi al meglio e meglio. Mi auguro che il Ministro Bray possa intervenire”.

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