Svezia nel caos. Pesanti scontri con la polizia a StoccolmaTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Svezia nel caos. Pesanti scontri con la polizia a Stoccolma

Svezia nel caos. Pesanti scontri con la polizia a Stoccolma

Centinaia di giovani hanno messo a ferro e fuoco per il secondo giorno consecutivo le strade di Stoccolma per protestare contro la brutalità e l’ingiustizia della polizia. E in Svezia i critici del multiculturalismo si scagliano contro le leggi sull’immigrazione.

Photo Credit: (AFP Photo / Fredrik Sandberg / Scanpix Svezia / Sweden out)

Di certo molti di voi saranno stati abituati a sentir parlare della Svezia come di un paese civile e calmo, quasi mai alla ribalta della cronaca. Per questo fa ancora più notizia che Stoccolma sia stata al centro di pesanti scontri tra manifestanti e polizia per il secondo giorno consecutivo. Alla fine il bilancio è di sette poliziotti feriti, circa dieci macchine date alle fiamme, e dozzine di finestre distrutte nei sobborghi popolati da immigrati nella capitale svedese. In base alle prime ricostruzioni circa 300 manifestanti avrebbero preso parte agli scontri che sono cominciati dopo che la polizia ha sparato a un uomo presumibilmente armato di coltello nel distretto di Stoccolma di Husby. A far montare la rabbia dei manifestanti sarebbero stati alcuni commenti razzisti da parte della polizia. Molti dei manifestanti sono molto giovani, secondo quanto riferito dalla polizia, e nelle scorse ore quattro di loro sono stati arrestati. Tutti i ragazzi arrestati perchè sospettati di aver preso parte agli scontri contro la polizia avrebbero tra i 15 e i 19 anni. Il Primo Ministro Fredrik Reinfeldt  ha commentato intimando di smettere subito le violenze: “Abbiamo gruppi di giovani che pensano di poter cambiare la società con la violenza. Bisogna essere chiari, tutto ciò non va bene, non possiamo accettare la violenza“, ha detto ai media locali. Sono anche gli abitanti dei quartieri interessati dalle violenze a rivolere indietro le loro case in un quartiere che ospita qualcosa come l’80% di immigrati su 11.000 residenti. In questo quartiere la disoccupazione è salita notevolmente negli ultimi mesi, ma nonostante questo i crimini sono sempre stati pochi. Ma non tutti sono d’accordo con l’apertura del ministro svedese all’integrazione, sono sempre di più anche in Svezia coloro che spingono per un cambiamento di politica dal momento che l’integrazione, secondo loro, non starebbe funzionando. “Questa è una chiara conseguenza delle politiche multiculturaliste adottate dalla Svezia negli anni Ottanta e sviluppate poi negli anni Novanta. E questo non è una singola occasione, abbiamo avuto rivolte su base etnica contro le autorità svedesi. Abbiamo visto questo in Europa, ed è molto preoccupante, e io penso che vedremo sempre più cose simile se non cambieremo politiche”, ha detto Marc Abramsson, leader del Partito Nazionale Democratico Svedese. Insomma secondo molti le violenze sarebbero stato propagate dal fatto che molti immigrati non si identificano con le autorità svedesi, sentendo solo l’appartenenza al proprio gruppo etnico.

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