Svezia. Vincono i socialdemocratici ma l'estrema destra fa pauraTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Svezia. Vincono i socialdemocratici ma l’estrema destra fa paura

Svezia. Vincono i socialdemocratici ma l’estrema destra fa paura

Dopo oltre otto anni i socialdemocratici di Svezia hanno vinto le elezioni politiche vincendo assieme alla coalizione di centrosinistra con il 44% contro il 39% del centrodestra. Spaventa il partito xenofobo dei Democratici Svedesi che hanno sfiorato il 13%. 

In Svezia tornano ad esultare i socialdemocratici guidati da Stefan Lofven che sono riusciti a sconfiggere il centrodestra affermandosi come prima forza del Paese. Il Partito Socialdemocratico svedese ha conseguito il 31%, un risultato molto lontano dai vecchi fasti ma comunque una percentuale sufficiente a vincere se sommata ai voti degli altri membri della coalizione, ovvero  l’estrema sinistra e i verdi. Lovgen quindi avrebbe conseguito il 44% dei consensi e 158 seggi, non proprio una vittoria assoluta dal momento che per governare avrebbe avuto bisogno di 175 seggi. A rimanere fuori dal Parlamento svedese si è piazzata  Iniziativa Femminista con il 3,1%, non abbastanza dal momento che lo sbarramento è stato fissato a 4%. Il vero sconfitto è il centrodestra del premier uscente Reinfeldt che si è piazzato al 39% con 142 rappresentanti. Se la ride invece la destra xenofoba del  Partito dei Democratici Svedesi che ha sfiorato il 13% in poche parole raddoppiando i propri consensi e ottenendo ben 49 seggi in Parlamento, minacciando così di condizionarne il funzionamento. Del resto proprio gli xenofobi hanno sbandierato lo spauracchio della crisi invocando un trattamento di favore per i cittadini svedesi contro l’immigrazione di massa. L’estrema destra ha così fatto leva sulla pancia dei cittadini costruendo la propria ascesa proprio sulla xenofobia. Al contrario i socialdemocratici hanno proposto un aumento della tassazione ai più abbienti in modo da aumentare il bilancio destinato alla lotta alla disoccupazione e quello dello stato sociale. Peccato che i “Democratici Svedesi” siano anche antieruopeisti e propongono di escludere gli stranieri dalla protezione sociale per tornare a quei “valori tradizionali” che sarebbero stati incrinati dalla globalizzazione e dall’Unione Europea. Da questo punto di vista dunque il “no” all’Europa degli xenofobi svedesi va a inserirli nel filone già di Farage, Le Pen, Salvini e per certi versi anche Grillo. I “Democratici Svedesi” negli ultimi anni sotto la guida del giovane leader Akesson hanno cercato di ripulire la propria immagine ma tutti sanno perfettamente in Svezia che dietro la facciata democratica continuano a coprire i neonazisti. Non solo, sempre in Svezia ultimamente è nato un partito apertamente neonazista, il Partito degli Svedesi, che ha realizzato diverse aggressioni e pestaggi ai danni di stranieri e che gli antifascisti si stanno sforzando di combattere anche se le forze di polizia, insipiegabilmente, hanno fornito copertura proprio ai neonazisti, caricando invece selvaggiamente gli antifascisti. Insomma, anche se il centrosinistra ha vinto, nella civile Svezia avanzano gli xenofobi e i neonazisti.

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