Svizzera. Vince il referendum anti-immigrazione e Berna chiude le porteTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Svizzera. Vince il referendum anti-immigrazione e Berna chiude le porte

Si è votato in Svizzera in merito al referendum che doveva mettere un tetto agli stranieri, e ha vinto il “sì”, segnando una svolta storica nella politica migratoria elvetica. Inevitabili ripercussioni di ampia portata nei rapporti tra Svizzera e resto d’Europa.

Photo Credit: l43

Sono migliaia i lavoratori transfrontalieri che quotidianamente si recano in Svizzera per lavorare, ma dopo l’esito del referendum probabilmente nulla sarà più come prima. Stiamo parlando del referendum indetto in Svizzera contro “l’immigrazione di massa”, il cui esito ha premiato i “sì”, spingendo la Svizzera verso l’isolazionismo, e il tutto a pochi mesi dalle elezioni Europee. D’ora in avanti la Svizzera, che ha così bocciato l’Accordo di libera circolazione delle persone, imporrà un tetto massimo per tutti gli stranieri, italiani compresi che quindi potranno ben rendersi conto di cosa vuol dire subire discriminazioni sulla propria pelle. E sì perchè migliaia dei lavoratori transfrontalieri sono proprio italiani, ma evidentemente in Ticino la propaganda delle destre è riuscita a compattare il popolo elvetico sul valore più a buon mercato di tutti: l’egoismo. In totale in Svizzera il referendum ha vinto con il 50,3% dei votanti, non certo una vittoria schiacciante, ma se si prendono solo i dati relativi al cantone di lingua italiana la stretta anti-immigrazione sembra avere ben altri numeri: il 68,17%. E proprio l’esito del voto ora metterà in difficoltà lo stesso governo federale svizzero che avrebbe voluto sì frenare i flussi migratori ma che sa bene che l’economia elvetica funziona anche e soprattutto grazie a un afflusso continuo di lavoratori a basso costo, vedi i frontalieri. La destra elvetica però si è buttata con il petto nella battaglia anti-migrazione e l’Udc/Svp ha portato avanti una campagna del terrore volta a enfatizzare l’aumento della disoccupazione, la crescita della criminalità e degli affitti. Semplice propaganda dal momento che in Svizzera, beati loro, la disoccupazione è appena al 3,2%. L’Udc poi ha sbandierato il cavallo di battaglia delle destre a ogni latitudine, ovvero ha sbandierato lo spauracchio dei fantomatici lavoratori stranieri che approfitterebbero dell’assistenza economica e sociale elvetiche togliendola ai cittadini elvetici che, beninteso, finora stavano già benissimo. Ora con la vittoria del referendum verrà introdotto un nuovo articolo nella Costituzione che prevede la limitazione dei permessi di dimora per stranieri attraverso tetti massimi stabiliti sulla base delle necessità dell’economia elvetica. Non solo, a parità di scelta le aziende elvetiche dovranno comunque privilegiare le assunzioni di cittadini svizzeri. Inutile spiegare che tutto ciò mette in imbarazzo, e non poco, Bruxelles, dal momento che il 70% dei migranti giunti in Svizzera negli ultimi due anni sono proprio cittadini dell’Ue. E in tutto questo l’unica che sorride è l’estrema destra. Mala tempora currunt. La speranza è che almeno molti italiani  scatenati nell’andare contro gli immigrati, ora capiscano che cosa vuol dire quando sono loro a essere considerati tali.

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