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giovedì , 27 luglio 2017
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Tagli agli enti locali. La gelida protesta di Saitta

Tagli agli enti locali. Saetta spegne i riscaldamenti ed allunga le vacanze agli studenti contro la spending review. Ma la proposta fa discutere: per Zingaretti è una provocazione, per il presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai invece la chiusura delle scuole non è da escludere perché “con questi tagli è impossibile fare la manutenzione”.

Comincia combattivo il suo mandato il neo presidente dell’Upi (Unione Province Italiane) Antonio Saitta che ieri ha annunciato di voler spegnere i riscaldamenti nelle scuole delle province ed allungare le vacanze natalizie per gli studenti come protesta “contro i tagli di 500 milioni decisi con la spending review”.

Una battaglia che sembra aver suscitato polemiche da parte di vari esponenti politici partendo proprio dal ministro Grilli che con estrema fermezza ha annunciato, nonostante la provocazione, “nessun cambio d’opinione almeno per il 2012”.
Saitta vistosi il muro di Grilli ha deciso di fare quindi un appello ad un altro ministero, quello dell’istruzione, chiedendo così al ministro Profumo “di liberare risorse per l’edilizia e di togliere dal blocco del patto di stabilità questi investimenti”.

L’Assemblea dell’Upi si riunirà in modo permanente da giovedì fino a quando tutte le varie questioni non saranno accordate e finchè non si troverà un punto di incontro comune tra tutte le province.

Vi sono infatti opinioni divergenti tra le province stesse: chi,come il presidente della provincia romana Nicola Zingarettiassicura il mantenimento del calore nelle scuole e nessun allungamento di vacanze, e chi invece ne fa addirittura una questione di sicurezza come i presidenti di Perugia e Arezzo, Marco Vinicio Guasticchi e Roberto Vasai sottolineano che con questi vincoli si potrebbe “arrivare alla chiusura delle scuole di cui non sarà consentito, per motivi di bilancio, garantire la necessaria funzionalità o la indispensabile sicurezza”. E lo stesso discorso pare valga anche per le strade. Il toscano rimarca: “Dai 1.200.000 euro dello scorso anno siamo passati ai 216.000 di quest’anno. Con questa cifra sarà pressochéimpossibile fare la manutenzione delle nostre 75 scuole e dei loro 161.000 mq”.

C’è poi chi come l’Aduc ha seccamente respinto tale provocazione invitando le province a chiudere gli uffici ma non a spegnere i riscaldamenti; secondo l’associazione queste sono questioni di cui la provincia non dovrebbe occuparsi, potrebbero infatti incorrere in gravi violazioni normative con conseguenti reati anche penali. Concetto ribadito anche dal segretario generale della Cisl scuola Francesco Scrima che afferma durissimo “Ottimo esordio, non c’è che dire, se voleva essere una battuta è di pessimo gusto”.

 Valentina Carletti
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