Taglio stipendi Top Manager. La Svizzera dice "no"Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Taglio stipendi Top Manager. La Svizzera dice “no”

Bocciata in Svizzera la norma che proponeva la limitazione degli stipendi dei top manager a 12 volte la paga del salario più basso in azienda.

Doccia fredda in Svizzera per coloro che pensavano, o forse speravano, che il referendum sulla norma che proponeva la limitazione degli stipendi dei top manager potesse passare. In base ai risultati diffusi dalle tv locali elvetiche infatti, sembra che gli svizzeri abbiano bocciato la proposta. Tutto questo avviene all’indomani della norma varata a marzo per porre un freno agli stipendi dei top manager delle aziende. La proposta era stata soprannominata dai media come “1 a 12″ facendo allusione al rapporto giuridicamente vincolante tra gli stipendi superiori e inferiori all’interno della stessa azienda. Peccato che la proposta, come prevedibile, abbia riscontrato forti resistente nelle comunità d’affari, molto potenti e ramificate in Svizzera. Il referendum fu lanciato nel marzo scorso dal deputato indipendente, Thomas Minder: un piccolo imprenditore di Sciaffusa, titolare di una ditta che lavora nel campo dell’igiene dentale. Bocciate anche le altre due proposte per gli aiuti fiscali alle famiglie e per l’aumento dei pedaggi autostradali, segno che evidentemente in Svizzera esistono forti resistenze ad accettare il principio di un salario equo. Il testo è stato promosso dalla Gioventu’ socialista e chiedeva di introdurre un limite al divario tra gli stipendi piu’ alti e piu’ bassi all’interno di una stessa azienda, con un rapporto massimo di 1 a 12 appunto, affinché all’interno di una stessa impresa i manager non possano guadagnare in un solo mese piu’ di quanto il salariato più modesto percepisce in un intero anno.

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