Tamiflu, una truffa da 896 milioni di dollariTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Tamiflu, una truffa da 896 milioni di dollari

Avete presente il #Tamiflu? Stiamo parlando del farmaco anti-influenza suina che ha fatto sprecare, letteralmente, milioni e milioni di Euro in tutta Europa. In Gran Bretagna però un gruppo di scienziati indipendenti della Cochrane Collaboration ha deciso di accusare direttamente la Roche. 

L’influenza suina fa da sempre paura, tanta, troppa, al punto da convincere i governi europei a spendere milioni e milioni di euro per un antivirale completamente inutile. Stiamo parlando del #Tamiflu, creature dall’azienda farmaceutica Roche, che è stato messo sul banco degli imputati  da una ricerca condotta da un gruppo di scienziati indipendenti della Cochrane Collaboration. Solo nel Regno Unito sarebbero stati spesi ben 896 milioni di dollari in occasione dell’emergenza dell’epidemia di influenza aviaria del 2006 e di quella suina del 2009. In queste due diverse occasioni Londra ha letteralmente stipato milioni e milioni di confezioni, tutte rivelatasi completamente inutili ancor più che, dati della ricerca alla mano, il farmaco non preveniva in alcun modo la diffusione della pandemia ma ne alleviava solamente i sintomi. In altre parole si trattava di un antivirale con gli stessi effetti di un medicinale a base di paracetamolo. La Roche ovviamente accusa la ricerca, ma potrebbe forse fare altrimenti? Il governo inglese comunque ha speso 712 milioni di dollari per stoccare il Tamiflu e ben 228 milioni di dollari per far fronte a una pandemia di influenza suina poi mai verificatasi. Londra aveva solamente seguito alla lettera le indicazioni del WHO, World Health Organization  nel 2009 in occasione dell’influenza suina che provocò 14 morti in Irlanda del Nord. Altri tre miliardi di dollari sono stati spesi in tutto il mondo per paura della pandemia. Tom Jefferson, uno degli scienziati della Cochrane Collaboration che ha creato il rapporto, ha scritto una serie di email al WHO nel marzo del 2013 per chiedere che alcuni di questi farmaci, come l’Oseltamivir, vengano tolti dalla lista dei medicinali essenziali dal momento che i loro benefici sono molto simili a quelli dei farmaci tipo aspirine. Comprensibilmente il WHO non ha mai risposto a nessuna di queste email.

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