Tanto rumore per nulla. Cleopatra, l'immaginazione e la solita politica dell'emergenza | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Tanto rumore per nulla. Cleopatra, l’immaginazione e la solita politica dell’emergenza

Alla fine il ciclone Cleopatra si può riassumere in qualche milimetro di pioggia e poco altro. Sono stati un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco per problemi di poca importanza. Il giorno dopo è polemica sull’allarmismo diffuso dall’amministrazione. 

Tratto da http://oltremedia.weebly.com/

Alla fine Cleopatra se ne è andata velocemente con poco clamore, lasciandosi alle spalle nessun danno di rilievo e qualche dubbio in più sull’attendibilità del servizio meteorologico di cui si servono comune di Roma e protezione civile.

Come si sarà capito non si parla della splendida regina egiziana, bensì di una perturbazione che per la sua particolare intensità era stata classificata dagli esperti come ciclone mediterraneo. Sì perché c’è stato un momento nei giorni scorsi in cui Cleopatra ha fatto davvero paura. Il suo spettro è giganteggiato su tutti i media che l’hanno descritta come un “evento di portata eccezionale”. Ad un certo punto sui giornali era apparso il monito del sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Non uscite di casa”. La psicosi ha colpito un po’ tutti, addetti ai lavori e non.
A Roma di Cleopatra era stato annunciato l’arrivo già nella serata di venerdì, poi si è rinviato a sabato, quindi a domenica. Lemisure preventive sono state eccezionali. Dalla disposizione di sacchi di sabbia in tutti i punti critici della città sino alla prospettata chiusura delle scuole per la giornata di lunedì. Per giorni si sono susseguiti moniti a “limitare gli spostamenti”; il timore erano gli allagamenti delle linee metropolitane e le buche d’acqua nei sottopassaggi. Ma il vero timore del sindaco erano soprattutto i due fiumi della capitale: il Tevere, ma soprattutto l’Aniene. Se il primo però, almeno per quanto riguarda il suo tratto cittadino, è arginato dai c.d. “muraglioni” i quali hanno sempre funzionato nei momenti di crisi, il secondo scorre insidioso tra i quartieri ad est dell’Urbe senza alcuna infrastruttura a delimitarne la furia nei casi di piena. Da anni si attendono infrastrutture per la messa in sicurezza del principale affluente del Tevere, il cui bacino idrico, specie quello a ridosso di Roma, ha conosciuto un fortissimo sviluppo di insediamenti urbani che hanno fatto emergere l’esigenza di interventi prima altrimenti non avvertita. Tornando poi agli interventi messi in campo da Roma Capitale, ci sono state le pulizie dei tombini, il dispiegamento di centinaia di uomini tra forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale della protezione civile.

“Roma attende Cleopatra”, ”Cleopatra bussa alle porte della capitale” questi alcuni titoloni giornalistici dei giorni scorsi, cui ci sentiamo di doverci accostare visto che, dati i servizi meteorologici la percezione era davvero quella di una imminente tempesta tropicale. Ed invece Cleopatra è vissuta solo nelle paure dei romani che, memori dell’odissea dell’ultimo grande evento meteorologico della capitale, la neve del febbraio scorso, hanno ben deciso di starsene a casa. Sì perché se i cittadini della capitale hanno colto appieno l’invito del sindaco, a latitare questa volta è stato l’evento “catastrofico”. Niente Cleopatra, insomma, o meglio se tempesta c’è stata, quella ha colpito altre parti d’Italia come la Sicilia ad esempio mentre a Roma sono caduti alcuni millimetri di pioggia in poche ore che hanno provocato la caduta di qualche ramo, alcuni piccoli allagamenti e poco altro. Tutto normale in fin dei conti, un po’ di fresco e qualche pioggerella fuori, i romani in casa a guardar le strade dalla finestra.

Il giorno dopo è un susseguirsi di polemiche tradotte nel rassegnato sarcasmo romanesco tipico di chi è abituato a vederne di tutti i colori. Perché a ricordarsi delle foto con cui il sindaco si era fatto vedere intento a disporre sacchi di sabbia al suolo, può solo venir da ridere. Specialmente se si pensa ai meticolosi interventi di pulizia dei tombini, richiesti da anni, ed arrivati solo all’ultimo istante. La verità è che se si vuole amministrare una città non si può pensare di continuare con le politiche dell’emergenza, perché a volte si rischia di incappare in qualche brutta figura come è successo in questo caso in cui l’emergenza ampiamente prevista non si è verificata. I tombini andrebbero puliti prima di tutti gli autunni, i rami pericolanti tagliati nel corso delle potature, gli argini dell’Aniene andrebbero costruiti di cemento e non si sabbia, la metropolitana dovrebbe funzionare anche (e soprattutto) con la pioggia. Sarebbe chiedere troppo. Oggi il sogno di una città normale con un’amministrazione efficiente può vivere solo nell’immaginazione, proprio lì dove è rimasta e per sempre rimarrà il ricordo di questa enorme tempesta mancata di nome Cleopatra.

Dopo Cleopatra, il Cammello. Tornando alle previsioni meteorologiche (il beneficio del dubbio questa volta è d’obbligo), trascorsa la nottata la perturbazione si dirigerà velocemente verso la penisola balcanica mentre a Roma dovrebbe tornare il bel tempo che sarà portato dall’anticiclone africano. Per 7 giorni si registreranno infatti nella capitale temperature sino a 26-27 gradi. Una settimana di ottobrate, dunque, aspettando la prossima “comica” emergenza.

  di Michele Trotta
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