Taranto, dove il tumore è di casa | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Taranto, dove il tumore è di casa

Secondo recenti indagini l’ incidenza delle malattie nell’area del siderurgico è maggiore del 15%, e del 30% quella riferita a malattie polmonari. Un’emergenza che rischia di travolgere un’intera provincia.

I risultati dell’indagine epidemiologica ‘Sentieri’, coordinata dall‘Istituto Superiore di Sanità che è stata anticipata da Repubblica.it, lasciano sbigottiti. Per colpa dell’inquinamento dell’Ilva a Taranto l’incidenza delle malattie nell’area del sito siderurgico sarebbe superiore del 15% rispetto al normale, 30% se si parla di malattie polmonari. ‘‘Molteplici studi di monitoraggio ambientale e campagne di misura delle emissioni industriali effettuati nell’area di Taranto – sottolinea il rapporto – hanno evidenziato un quadro di inquinamento ambientale diffuso, ma anche il contributo rilevante del polo industriale cittadino, in particolare il complesso dell’acciaieria, ai livelli ambientali di inquinanti di interesse sanitario”, ha riportato Repubblica riguardo al rapporto sull’Ilva. Il ministro Renato Balduzzi ha fatto sapere di voler ricevere nei prossimi giorni anche nuovi dati del Centro per il controllo delle malattie.  Lo studio dell’Iss è stato già pubblicato sulla rivista Epidemiologia e Prevenzione e riguarda tutti i Siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin), 44 in tutto. La ricerca ha trovato per l’area di Taranto un “eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi, un eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute”, e un aumento de 10% nella mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio“. Per bonificare l’Ilva serviranno 336 milioni di euro, solo per la riqualificazione ambientale, e nel corso dei lavori l’inquinamento difficilmente diminuirà. Molto più problematico lo spegnimento dell’area a caldo che provocherebbe la ‘morte’ dell’impianto. Tecnicamente esiste la possibilità di sostituzione gli impianti con modelli meno inquinanti, ma in molti dubitano che questo avverrà. Insomma, il futuro per l’Ilva è quantomai incerto, e anche per le migliaia di lavoratori e relative famiglie. Noi del Tribuno vogliamo stare loro vicino come possibile. Avanti tutta Taranto!

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