Termini Imerese scende in piazza con gli operaiTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Termini Imerese scende in piazza con gli operai

Oltre cinquemila persone sono scese in piazza a Termini Imerese per chiedere la reindustrializzazione del sito abbandonato dalla Fiat da oltre due anni. Alla testa del corteo il segretario della Fiom Maurizio Landini che ha chiesto alla piazza di superare le divisioni tra i sindacati.

Erano più di cinquemila i cittadini scesi in corteo a Termini Imerese per protestare contro l’abbandono della Fiat e per chiedere a gran voce la reindustrializzazione del sito ormai abbandonato. Sono scesi in strada famiglie, operai, cittadini, ma anche sindacati, sindaci e diversi parroci di vari Comuni della provincia, tutti insieme per chiedere al governo uno sforzo reale a favore del futuro occupazionale delle tute blu della fabbrica in cassa integrazione e dei lavoratori dell’indotto senza piu’ paracadute e per molti dei quali sono gia’ scattate le procedure di licenziamento. In prim fila a chiedere investimenti e una politica industriale anche Maurizio Landini, segretario della Fiom, che ha detto ai microfoni di Rai News di ritenere a rischio la tenuta democratica del nostro Paese vista la situazione drammatica in cui versano diversi territori. Ma al corteo non hanno aderito solamente operai e famiglie, ha aderito una intera città con artigiani e negozianti che hanno chiuso le saracinesche per solidarizzare con il corteo dei lavoratori. Tutti chiedono alla Fiat di non abbandonare il paese, e tutti chiedono aiuto per non venire dimenticati dallo Stato. Si è trattato di una grande prova di partecipazione alla vigilia del tavolo al ministero dello Sviluppo economico al quale prenderà parte anche un rappresentate della Presidenza del Consiglio. Ma i lavoratori e i sindacati vorrebbero che la vertenza arrivasse sino a Palazzo Chigi in modo da obbligare in qualche modo la Fiat a ricordarsi di Termini. Il rischio sociale, come sottolineato da Landini, è infatti molto alto in territori che sono stati letteralmente abbandonati al disagio e alla disperazione. Landini ha poi rilanciato: “La Fiat deve risedersi al tavolo e discutere insieme al governo perchè alla fine di questa partita i posti lavoro vanno salvaguardati.“, ricordando come ormai da anni manchi anche solo un piano industriale degno di questo nome in Italia. A distanza di oltre due anni dall’abbandono della Fiat infatti, si è registrato solo il fallimento di ogni trattativa per la riconversione del sito industriale che il Governo aveva sin qui affidato a Invitalia e che è miseramente tramontata. All’orizzonte non c’è nulla per gli operai, nulla a parte la prospettiva del licenziamento dal momento che la cassa integrazione in deroga terminerà il 30 giugno.

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