Terremoti, una tragedia evitabile?Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Terremoti, una tragedia evitabile?

Quasi 300 morti, diversi paesi distrutti, questo il drammatico bilancio dell’ennesimo terremoto che ha colpito il nostro Paese. Siamo un paese sismico ma ci comportiamo come se non lo fossimo, col risultato di essere sempre sull’orlo della catastrofe. Eppure se ci fosse la volontà politica di mettere in sicurezza il Paese, si potrebbe farlo.

Non vogliamo essere benaltristi, anzi. Ci teniamo a non fare polemiche inutili anche perchè in troppi hanno perso una grande occasione per tacere dopo la tragedia terribile del terremoto che ha colpito Lazio e Marche, dimostrando ancora una volta che forse Umberto Eco avesse ragione riguardo ai social network. Quello che però fa rabbia e che vorremmo dire è che il sisma di Amatrice ha colpito in una zona altamente sismica, ovvero una zona dove si presume che gli edifici fossero stati approntati a resistere ad eventuali emergenze. Così non è stato, molte case si sono letteralmente accartocciate su se stesse, edifici pubblici come scuole e ospedali sono crollati riportando quindi d’attualità il problema della messa in sicurezza del nostro Paese. Norcia, paese che venne ricostruito dopo i precedenti sismi, era a solo 17km dall’epicentro e ha retto al terremoto perfettamente mostrando quindi in modo plastico che resistere ai terremoti è possibile se si costruisce con criterio e soprattutto se esiste la volontà politica di farlo. La sensazione invece è che la messa in sicurezza di case e patrimonio storico venga sempre dopo qualcos’altro, e ciò è intollerabile in quanto dovrebbe essere il primo pensiero del nostro governo mettere in sicurezza il territorio. Servono soldi, secondo stime 50 miliardi di euro, ma allora come mai si continuano a varare grandi opere di dubbia utilità? Come mai si preferisce costruire la Tav, e badate bene non è populismo, piuttosto che mettere in sicurezza zone altamente sismiche? E sarebbe anche per una volta una dimostrazione data ai cittadini di buona volontà affrontare di petto il problema, e invece, ancora una volta, a parte parole e proclami la sensazione è che non verrà fatto molto, fino ovviamente alla prossima tragedia.

Tribuno del Popolo 

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