Terrore in Medio Oriente per le esecuzioni di massa dell'ISISTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Terrore in Medio Oriente per le esecuzioni di massa dell’ISIS

L’ISIS nel silenzio generale continua inarrestabile la sua costruzione di un califfato islamico nel cuore del Medio Oriente. Recentemente hanno anche diffuso video di esecuzioni di massa ma gli unici a opporsi sul campo alla loro avanzata sono la Siria di Assad e i curdi nel nord dell’Iraq. 

Le immagini diffuse da un video pubblicato dall’ISIS sono raccapriccianti. Si parla di esecuzioni di massa di civili e soldati, centinaia e centinaia di persone letteralmente giustiziate dai guerriglieri islamici, il tutto nella totale indifferenza dei media di tutto il mondo. Ironia della sorte proprio il Paese che ha più investito nell’immagine della lotta al terrore, ovvero gli Stati Uniti,  preferiscono defilarsi e fare orecchie da mercante. Non solo, proprio l’Occidente preferisce additare come pericolo la Russia di Vladimir Putin, e in passato aveva additato la Siria di Assad, mentre invece l’ISIS non viene neppure nominato. Eppure l’ISIS rappresenta proprio il profilo dell’organizzazione terroristica per antonomasia dal momento che i suoi membri ambiscono alla costruzione di uno Stato Islamico di stampo medievale dove le donne vengono infibulate e le esecuzioni sommarie sono all’ordine del giorno. Come è possibile che l’Occidente di fronte a questa minaccia taccia o persino preferisca guardare dall’altra parte?

isla 2

 

[Screenshot preso da RT.com del video pubblicato dall'ISIS sulle esecuzioni di massa]

Lo Stato Islamico, meglio conosciuto come ISIS, ha invaso letteralmente le regioni del nord dell’Iraq lasciando dietro di sè letteralmente una lunga striscia di sangue. Il video in questione è stato pubblicato in occasione della fine del Ramadan e mostra quanto sia pericoloso l’ISIS che utilizza la violenza e l’assassinio con una normalità disarmante. Si vedono decine e decine di soldati iracheni essere trascinati nel deserto per poi venire giustizianti uno a uno. Si tratterebbe dei disertori dell’esercito iracheno e il video è stato chiaramente montato come propaganda dall’ISIS. Non solo, l’ISIS distrugge anche letteralmente beni archeologici e culturali come chiese e moschee mostrando un estremismo persino superiore a quello di Al Qaeda e dei talebani, ma stranamente nemmeno questo induce l’Occidente a intervenire. Gli unici che combattono sul campo contro i militanti dell’ISIS sono i soldati iracheni, che però sono in difficoltà netta sul campo, i curdi nel Nord e l’esercito siriano di Bashar al-Assad in Siria. Del resto proprio in Siria qualche mese si è formato l’ISIS, e l’Occidente non lo ha mai identificato come minaccia dal momento che si opponeva all’esercito siriano commettendo peraltro ogni genere di crimine di guerra. Ora la Siria è l’unico Paese che martella le posizioni dell’ISIS e cerca di ricacciarlo indietro, basti pensare che i militanti islamici negli scorsi giorni hanno conquistato in Siria lo stabilimento di gas di Al-Shaar nei pressi di Homs uccidendo anche oltre 200 soldati siriani, e solo dopo aspri combattimenti l’esercito siriano è riuscito nelle scorse ore a riprenderne il controllo. Incredibilmente però, per Obama, Kerry e soci, i “cattivi” continuano a essere Assad e Putin. Quando l’opinione pubblica mondiale aprirà gli occhi?

Gracchus Babeuf

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