Terrorismo, l'ultima faccia del neocolonialismo?Tribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Terrorismo, l’ultima faccia del neocolonialismo?

Si fa un gran parlare del terrorismo nel mondo arabo e negli ultimi mesi attentati kamikaze e prese di ostaggi sono arrivati anche nell’Africa sub-sahariana, allargando la fascia di instabilità per migliaia di chilometri. Eppure, per quanto il terrorismo segua logiche espansive sue proprie, si può anche sostenere a ben ragione che sia un modo subdolo di rinserrare il giogo del neocolonialismo su vaste aree del globo. 

Del colonialismo si è parlato ampiamente, anche se forse non ancora in modo esaustivo, e si tende  a immaginarla come un’era oscura dell’Occidente ma  ormai relegata al passato. Oggi si parla di globalizzazione e semmai di neocolonialismo, alludendo in quest’ultimo caso al rinnovarsi della dipendenza da parte delle ex colonie nei confronti della madrepatria. Tale neocolonialismo è fortissimo e viene indotto anche mediante una instabilità endemica in questi paesi che spinge i loro giovani governi a ricercare appoggi e conferme proprio nelle ex potenze coloniali come la Francia, che non a caso non vogliono nemmeno rinunciare a un ruolo egemone nelle zone che un tempo erano le loro colonie d’Oltremare. Si tratta di catene che legano tali popoli in modo subdolo, impedendo loro nella sostanza di potersi scegliere una via di sviluppo autonoma. Tale neocolonialismo può assumere le forme più disparate ma negli ultimi vent’anni la situazione geopolitica internazionale è cambiata, imponendo quindi un cambiamento anche in queste strategie neocoloniali che, per sopravvivere, devono dunque assumere una forma adeguata ai tempi.

Nel corso del XX secolo sulla spinta della decolonizzazione negli anni Settanta l’Occidente ha effettivamente visto concretizzarsi lo spettro dell’uscita delle aree di loro pertinenza “coloniale” dalla propria sfera di influenza. Sull’onda dell’anticolonialismo, in quegli anni sposatosi in taluni casi con la dottrina espansiva del marxismo-leninismo, intere regioni dell’Africa si sono emendate dallo sfruttamento coloniale, basti pensare all’Angola o al Mozambico, oppure alla Repubblica Democratica del Congo. Esisteva nella sostanza una superpotenza concorrente agli interessi dell’Occidente, l’Unione Sovietica, la cui stessa presenza bilanciante nello scenario geopolitico internazionale permise il tumultuoso cambiamento e a molti paesi coloniali di emanciparsi e raggiungere l’indipendenza. Fu in quel momento, nell’ottica della guerra ideologica tra blocchi contrapposti, che gli Stati Uniti e l’Occidente elaborarono una reazione di massa in modo da arrestare l’espansione ideologica dell’Urss. Il rischio che i popoli oppressi guardassero infatti al marxismo e al socialismo come una sorta di “liberazione”era troppo grave per Washington, che non a caso per tutto il XX secolo è corsa a soccorrere tutte le potenze coloniali in difficoltà, basti pensare al Sudafrica dell’Apartheid appoggiato in chiave anti-socialista nell’Africa portoghese, oppure al caso emblematico del Vietnam che cercava di liberarsi dal giogo francese.

Il piano per certi versi geniale degli Usa fu quello di utilizzare la ormai celebre tattica del “divide et impera”, ovvero dividere i paesi interessati lungo linee di faglia etnico-politiche, scatenando quindi guerre civili che hanno portato inevitabilmente i vincitori a guardare agli Stati Uniti come “senior partner” garante della loro vittoria nazionale. Questo è successo ovunque nel mondo dove gli Usa non hanno avuto remore ad appoggiare repressioni militari autoritarie e persino gruppi estremisti religiosi ovunque servisse a ottenere i loro propositi. Accadde in Indonesia solo per fare un esempio, ma anche in Afghanistan dove gli Usa si schierarono nella sostanza con quegli stessi talebani che hanno dichiarato di voler combattere trent’anni dopo ma che in quell’ultimo periodo della Guerra Fredda erano logici alleati contro gli odiati comunisti sovietici.

Oggi che lo spettro del comunismo non esiste più è però impossibile tornare allo status quo ante in quanto la globalizzazione ha reso il mondo sempre più interconnesso sicchè non è semplicemente praticabile ritornare al periodo delle colonie. Da qui l’elaborazione di un piano machiavellico e sicuramente più praticabile, ovvero il solito piano di destabilizzazione dei singoli paesi mirante a creare una debolezza endemica che porta i governi di quei paesi a una situazione di dipendenza nei confronti dell’Occidente.

E dal momento che la Cina ha investito moltissimo in Africa,rappresentando così nel XXI secolo una valida alternativa al dominio economico-culturale americano, ecco che una nuova stagione di destabilizzazione e instabilità potrebbe portare a un rimescolamento delle carte in grado da lasciare ancora una volta l’Occidente in un ruolo predominante. In questo senso non stupisce il proliferare del terrorismo di matrice islamica in una macroarea che va dall’Africa sub-sahariana fino al Medio Oriente, guardacaso ovunque l’Occidente ha in qualche modo degli interessi da tutelare. Il terrorismo serve a rendere un paese talmente debole da lasciarlo in balìa degli eventi, incapace anche soltanto di garantire la sicurezza ai propri dipendenti e cittadini. A quel punto governi esangui e privi di qualsivoglia alternativa sono costretti a presentarsi con il cappello in mano dall’Occidente per chiedere aiuto, e questo aiuto non arriva mai gratis, ovviamente. Per questo l’espansione del terrorismo globale non va visto unicamente come un fenomeno interno al mondo islamico bensì come una vera e propria tattica di lungo periodo tesa a infiammare gran parte del mondo, altrimenti non si spiegherebbe come mai molti paesi sono accusati di avere legami torbidi proprio con il terrorismo, che guardacaso trova terreno fertile proprio in quegli ex-stati come la Libia che sono stati disarticolati per meri motivi di guadagno geopolitico. Citando Lenin dunque possiamo cominciare a parlare di terrorismo come fase finale dell’Imperialismo? 

@D.C.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top