Terrorismo. Non solo Parigi nella lista delle barbarieTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Terrorismo. Non solo Parigi nella lista delle barbarie

Ogni volta che avviene una strage in #Europa i media giustamente rendono omaggio ai morti innocenti e dedicano spazio ad analisi e approfondimenti sul fenomeno del terrorismo. Le stragi però avvengono di continuo ormai da anni, ma sembra quasi che se avvengono lontano da noi, siano meno importanti. 

Per quanto sia assolutamente comprensibile provare più empatia per le tragedie che arrivano vicino a noi piuttosto che per quelle lontane, non è di certo una visione condivisibile. Le tragedie legate al terrorismo infatti avvelenano il nostro mondo da diversi anni, e il fatto che ci si spaventi e ci si sconcerti solo ora che arriva nel cortile d’Europa ci induce a pensare che non abbiamo evidentemente dato sufficiente peso a quello che accadeva altrove negli anni scorsi. Avremmo forse dovuto renderci conto che con la globalizzazione economica e dei trasporti anche le guerre rischiano di diventare globalizzate e di conseguenza orrori che ci sembrano relegati in continenti lontani possono prima o dopo raggiungere le nostre porte se non si fa nulla per arginarli. Quando poi si parla di terrorismo di matrice islamica esiste una lunga striscia di eventi che sono stati sostanzialmente ignorati dai nostri media, vedi gli eccidi in Nigeria di Boko Haram oppure quelli perpetrati dagli Shabab in Kenya nemmeno un anno fa quando fecero irruzione in una università uccidendo decine e decine di ragazzi in modalità molto simili a quelle del #Bataclan parigino. Dunque sarebbe quantomeno ingiusto scoprire le aberrazioni del terrorismo solamente quando arrivano vicino a noi, se ci si fosse indignati e schifati prima, forse, si sarebbe potuto da molto tempo approntare delle misure di sicurezza oppure fare pressioni sui governi per porre fine alle ambiguità e chiedere il pugno duro contro il terrorismo internazionale, magari smettendola di continuare a portare avanti alleanze con paesi come Arabia Saudita et similia che finanziano indirettamente tali gruppi terroristici. Dare valore anche alle vittime del terrorismo lontano dall’Europa e dal mondo occidentale avrebbe aumentato la risposta globale nei confronti del terrorismo prima che arrivasse proprio a casa nostra. Non a caso l’Isis negli ultimi giorni ha colpito anche in Libano nella roccaforte di Hezbollah, movimento sciita che combatte l’IS sul campo e che viene considerato terrorista dagli Usa e dall’Occidente; magari converrebbe cominciare a trattare tutte le morti allo stesso modo.

@Garb

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